Gatti sanno come manipolare i propri padroni

martedì 21 luglio 2009 12:42
 

LONDRA (Reuters) - I gatti hanno trovato il modo di far fare ai propri padroni esattamente ciò che vogliono, semplicemente aggiungendo un piccolo miagolio lamentoso alle loro fusa. Lo ha rivelato uno studio britannico.

Alcuni ricercatori dell'Università del Sussex hanno analizzato i differenti rumori provocati dalle fusa dei gatti e hanno riscontrato che i felini possono modificare il "suono" delle loro fusa, aggiungendo una sorta di piagnucolio da cucciolo, fino a costringere i propri padroni a dar loro da mangiare.

"Quando senti questo suono, non lo puoi ignorare. E' fastidioso anche se non si è perfettamente in grado di capire che cosa sia", ha detto la ricercatrice Karen McComb, esperta di comunicazione tra mammiferi all'università, a Reuters Television.

"E' una sorta di pianto che potremmo anche definire piacevole ma che, a lungo andare, ci logora, così che, solo per farlo smettere, siamo costretti ad alzarci e ad andare a dar da mangiare al gatto".

McComb ha detto di aver scoperto queste fusa "da richiamo" analizzando il comportamento del suo gatto Pepo la mattina presto.

La ricercatrice ha realizzato un video di Pepo, mentre seduto sul letto continuava ad emettere questo suono insistente. Un'insistenza placata solo in caso di una buona razione di cibo.

Queste fusa, paragonate a quelle normali, sono molto differenti. "Sono sempre fusa, ma hanno quel lamento di sottofondo che è molto rumoroso".

Ma Pepo pare non essere l'unico gatto a comportarsi così. Anche i padroni di altri nove felini hanno confermato questo comportamento.

Questo tipo di "richiamo" viene utilizzato dai gatti soprattutto in caso di padroni particolarmente ricettivi e, soprattutto, quando i primi lamenti hanno consentito agli animali di ottenere la giusta attenzione.

"Semplicemente imparano ad aumentare il tono del loro lamento quando questo si rivela efficace", ha concluso MComb, la cui ricerca e le cui scoperte appariranno sulla rivista Current Biology.

La ricercatrice ha ammesso che questo studio potrebbe sembrare ovvio per chi è possessore di un gatto, ma che potrebbe rivelarsi molto utile per capire meglio la comunicazione tra le diverse specie.

 
<p>Un gatto. REUTERS/Gillian Murdoch (SINGAPORE)</p>