17 luglio 2009 / 09:53 / 8 anni fa

Riscaldamento globale passato mostra lacune in studi sul clima

di David Fogarty

SINGAPORE (Reuters) - Un drastico riscaldamento del pianeta avvenuto 55 milioni di anni fa non può essere esclusivamente spiegato con l‘innalzamento di livelli di anidride carbonica nell‘atmosfera: lo indica un nuovo studio, sottolineando i vuoti che ancora esistono nella comprensione da parte del mondo scientifico degli impatti causati da rapidi cambiamenti climatici.

Nel corso dell‘evento definito dagli scienziati Massimo Termale del Paleocene-Eocene, la temperatura globale crebbe di 5-9 gradi centigradi durante diverse migliaia di anni.

All‘epoca la Terra era più calda di oggi e non esisteva ghiaccio in superficie.

“Oggi crediamo che il Co2 non causò da solo il riscaldamento, che ci furono fattori aggiuntivi”, dice a Reuters Richard Zeebe, un oceanografo dell‘Università delle Hawaii di Manoa.

“Ci potrebbe essere stato un fattore scatenante iniziale”, aggiunge Zeebe. Potrebbe essersi trattato di un riscaldamento nelle profondità dell‘oceano che ha provocato un rilascio catastrofico di metano dai depositi di idrato sotto il fondo marino.

Il metano è un potente gas a effetto serra ma la maggior parte si ossida nell‘anidride carbonica quando è rilasciato dai depositi di idrato.

Zeebe e i suoi colleghi hanno fatto una stima sul quantitativo di Co2 durante l‘evento del Paleocene-Eocene studiando il nucleo dei sedimenti dai fondi marini di tutto il pianeta. Lo studio è stato pubblicato sull‘ultimo numero di Nature Geoscience.

IL RISCALDAMENTO FUTURO

Gli scienziati ritengono che nel corso di diverse migliaia di anni i depositi di metano abbiano rilasciato circa 3.000 miliardi di tonnellate di carbonio, portando ad un aumento dei 70% dei livelli atmosferici di Co2.

Ma Zeebe dice che ciò potrebbe spiegare solo un aumento delle temperature da 1 a 3,5 gradi, aggiungendo che secondo gli standard scientifici correnti il raddoppio dell‘anidride carbonica produce un aumento di 1,5-4,5 gradi.

Questo significa che per produrre un aumento così forte della temperatura - tra 5 e 9 gradi - devono aver agito altri fattori.

“Se questo riscaldamento aggiuntivo che non comprendiamo fu causato come risposta al riscaldamento da Co2, allora c’è una possibilità che un riscaldamento futuro sia ancora più forte di quello che si prevede ora”, dice Zeebe.

Secondo l‘oceanografo, lo studio suggerisce che ci possano essere processi atmosferici od oceanici ancora poco o per nulla noti che potrebbero aver accelerato il riscaldamento. Tra le possibilità, modifiche delle correnti oceaniche, un maggiore rilascio di metano o anche impatti maggiori di livelli superiori di Co2 rispetto a quanto ritenuto finora.

Attualmente, i livelli di anidride carbonica sono già cresciuti da 280 parti per milione a circa 390 ppm, dalla Rivoluzione Industriale, e potrebbero addirittura aumentare del 70% durante questo secolo, ad un ritmo ben più veloce di quello dell‘evento Paleocene-Eocene, ha detto Zeebe.

Mentre ciò potrebbe comportare limitati effetti iniziali, il peggio potrebbe arrivare nei successivi decenni e secoli quando oceani, Terra e atmosfera potrebbero dover fare i conti con livelli di anidride carbonica più alti.

“Il carbonio che noi immettiamo nell‘atmosfera adesso potrebbe rimanere lì per molto tempo. Gran parte di questo carbonio rimarrebbe nell‘atmosfera per decine di migliaia di anni”.

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