Cina a festival Australiano del film: escludere film su uiguri

giovedì 16 luglio 2009 13:35
 

PECHINO (Reuters) - La Cina ha fatto pressione sul più grande festival cinematografico australiano chiedendo di non trasmettere un documentario sul gruppo etnico degli uiguri, mentre i due paesi sono coinvolti in una disputa separata su un caso di spionaggio commerciale.

Funzionari del consolato cinese hanno contattato gli organizzatori del Festival Internazionale del Film di Melbourne la settimana scorsa, esortandoli ad escludere dalla programmazione un film sulla donna d'affari in esilio Rebiya Kadeer, di etnia uiguri, accusata da Pechino di aver istigato i disordini avvenuti questo mese nello Xinjiang.

Il portavoce del ministero degli esteri cinese Qin Gang ha detto oggi che non bisognerebbe consentire a Kadeer di diffondere le sue opinioni "separatiste".

"Tutti sanno che tipo di persona è Rebiya. Ci opponiamo fermamente a qualunque paese straniero che le fornisca una base per le sue attività anti-cinesi e separatiste", ha detto ad una conferenza stampa.

Il film "Le 10 Condizioni dell'Amore" parla del rapporto tra Kadeer e il marito attivista Sidik Rouzi, dei suoi 11 figli e della sua lotta per una maggiore indipendenza dei 10 milioni di uiguri a maggioranza musulmana della Cina.

La Cina accusa il Congresso mondiale degli uiguri di Kadeer di essere un fronte di militanti estremisti che vogliono l'indipendenza del Turkistan orientale. Kadeer è stata arrestata nel 1999 e giudicata colpevole di "aver rivelato agli stranieri informazioni di Stato segrete".

Gli uiguri hanno attaccato i cinesi han a Urumqi, dopo che la polizia aveva cercato di reprimere una dimostrazione di protesta contro la gestione da parte del governo degli scontri occorsi a fine di giugno tra lavoratori di han e uiguri nella Cina meridionale, costati la vita a due uiguri. I cinesi han si sono vendicati lanciando a loro volta degli attacchi la stessa settimana.

Il bilancio ufficiale delle vittime è di 192 morti, la maggior parte dei quali erano cinesi han, l'etnia maggioritaria tra il miliardo e 300 milioni di cinesi.

L'ambasciata e lo staff consolare cinesi stanno mantenendo un profilo basso in Australia dopo che la settimana scorsa la polizia cinese ha arrestato quattro dirigenti dell'azienda mineraria anglo australiana Rio Tinto, accusandoli di spionaggio commerciale.