Federalberghi: più 1,5% italiani in vacanza, ma crollano spese

giovedì 16 luglio 2009 13:33
 

ROMA (Reuters) - Gli italiani non rinunciano alle vacanze, ma ci vanno spendendo meno e per meno tempo. E' quanto ha sostenuto oggi Federalberghi, in una conferenza stampa a Roma, in cui sono stati commentati i dati sul turismo relativi al quadrimestre estivo.

Gli italiani riusciranno in numero maggiore a fare vacanze nei mesi estivi, ma non con l'incremento dell'11%, dato fornito dal ministro del Turismo nei giorni scorsi, bensì con un più modesto più 1,5%.

A questo incremento del numero dei vacanzieri fa da contraltare, però, un 18% in meno di spesa pro-capite, un 16,5% in meno di durata media della vacanza ed una iperconcentrazione di vacanze nel mese di agosto, a causa della crisi che costringerà diverse aziende e fabbriche a chiudere proprio nel principale mese estivo. Gli italiani, che in media andavano in vacanza per 15 giorni nel 2007 e per 12 giorni nel 2008, in questa stagione faranno vacanze, in media, per soli 10 giorni.

Anche i ricavi del settore del turismo non presentano dati positivi. "La recessione mondiale, che nel solo comparto alberghiero italiano ha chiuso i primi sei mesi del 2009 con una flessione del 6,7% e nel turismo organizzato fa segnare perdite dal 15 al 20%, continuerà a mordere anche in estate, nel corso della quale il giro d'affari segnerà un crollo del 15%". Questo il commento preoccupato del Presidente della Federalberghi e di Confturismo, Bernabò Bocca.

Preoccupazione è stata espressa da Bocca anche per quanto riguarda il consistente calo dei turisti stranieri, in particolare quelli provenienti dagli Usa, ancora provati dalla crisi economica, quelli inglesi, vittime di una sterlina debole e quelli russi, che negli ultimi anni avevano fatto registrare un aumento ma che pagano il calo della borsa russa, che "ha perso fino al 70%".

"Bisogna puntare sul turismo italiano e bisogna che il governo, che pure si sta mostrando attivo nel settore del turismo, adotti delle ulteriori misure, ispirandosi per esempio al modello francese, che ha portato ad un abbassamento dell'Iva sul turismo dal 19,5% al 5%".

 
<p>Bagnanti in spiaggia. REUTERS/Jon Nazca (SPAIN TRAVEL ENVIRONMENT)</p>