Nuovi test potrebbero individuare l'Alzheimer al primo stadio

martedì 14 luglio 2009 11:45
 

CHICAGO (Reuters) - Nuovi test legati alle modifiche del cervello e alla chimica del corpo promettono una diagnosi sul morbo di Alzheimer già ai primi stadi, aiutando la ricerca per nuovi farmaci.

In uno studio irlandese, alcuni ricercatori hanno scoperto che la scannerizzazione del volume del cervello e una combinazione di test per la memoria identificano accuratamente circa il 95% delle persone che passano progressivamente da un leggero indebolimento cognitivo alla prima forma di Alzheimer.

La scoperta, presentata ad un incontro dell'Alzheimer's Association a Vienna, in Austria, è una delle prime relative ad uno studio di cinque anni da 60 milioni di dollari che identificano le modifiche del cervello segnalanti l'avanzare del morbo.

"L'idea è capire se possano esserci marker biologici che identifichino cosa accade nel cervello", spiega in un'intervista telefonica Neil Buckholtz, che guida il National Institute on Aging's Alzheimer's Disease Neuroimaging Initiative americano.

Lo studio, finanziato dal governo Usa e da fondi industriali, coinvolge oltre 800 persone per l'osservazione della struttura del cervello e le modifiche biologiche, come quelle nei fluidi spinali, che possono segnalare una progressione nella malattia.

Malgrado decenni di ricerca, i medici hanno ancora poche cure efficaci contro l'Alzheimer, una forma grave di demenza che colpisce oltre 26 milioni di persone nel mondo e ci si aspetta possa raggiungere i 100 milioni entro il 2050.

In un altro studio reso noto all'incontro, un team della Duke University nella Carolina del nord ha scoperto che un gene, chiamato TOMM40, aumenta il rischio di Alzheimer.

Il gene predice l'età dello sviluppo dell'Alzheimer entro una finestra di cinque-sette anni nelle persone sopra i 60 ed è strettamente legato ad un altro gene della malattia chiamato ApoE4.

 
<p>Immagine d'archivio. REUTERS/Nicky Loh (SINGAPORE)</p>