8 luglio 2009 / 09:22 / 8 anni fa

G8 L'Aquila, manifestazioni pacifiche nella prima giornata

<p>La protesta dei terremotati abruzzesi che hanno formato la scritta "Yes We Camp" all'Aquila.Alessandro Bianchi (ITALY POLITICS)</p>

Di Antonella Cinelli

L'AQUILA (Reuters) - Cinque fermi, una denuncia a piede libero e qualche foglio di via. E' il bilancio, sul fronte della sicurezza, della prima giornata del G8 abruzzese, che nonostante i timori della vigilia ha visto manifestazioni pacifiche in diverse città italiane.

Ancora prima dell'inizio ufficiale del summit, i comitati cittadini aquilani hanno manifestato la propria preoccupazione per una ricostruzione rallentata da pastoie burocratiche e dalla stessa organizzazione del G8 componendo a caratteri cubitali sul fianco di una collina che sovrasta L'Aquila la scritta "Yes we camp", ironica distorsione dell'ormai famoso slogan del presidente americano Barack Obama.

E proprio a Obama, che nel tardo pomeriggio ha visitato il centro del capoluogo abruzzese devastato dal terremoto dello scorso 6 aprile, i comitati cittadini hanno voluto ribadire insoddisfazione e timori, srotolando al passaggio del suo corteo, vicino a Piazza d'Armi che ospita una delle principali tendopoli, uno striscione che riportava il loro slogan.

UN DENUNCIATO, FERMATI PER SBAGLIO GIORNALISTI

A Roma cinque militanti "no global" sono stati fermati e poi rilasciati questa mattina dopo aver esposto per circa mezz'ora uno striscione sul G8 e aver inscenato uno spogliarello nella centralissima Piazza di Spagna.

I cinque, quattro cittadini francesi e un greco, facevano parte di un gruppo di attivisti che aveva esposto uno striscione in inglese con su scritto, secondo quanto riferito da una fonte della polizia, "Mantenete il clima fresco. Così Berlusconi può tenersi i vestiti addosso".

In Abruzzo un giovane materano di 25 anni è stato denunciato a piede libero con foglio di via obbligatorio, dopo che agenti della Polfer, su un treno in arrivo a Sulmona, gli hanno perquisito lo zaino trovandovi una mazza ferrata di 50 centimetri, dei sassi e una batteria da 12 volt.

Lo ha riferito la polizia, dicendo che il giovane, di Policoro (Matera), ha dichiarato di essere diretto all'Aquila per partecipare alle manifestazioni di protesta contro il G8.

La polizia ha anche riferito che altri due ragazzi di 25 anni, provenienti dall'hinterland milanese, sono stati controllati dagli agenti della polizia stradale di Avezzano e hanno a loro volta ricevuto il foglio di via perché hanno precedenti per porto d'armi di oggetti atti a offendere e lesioni personali.

Non sono mancati falsi allarmi, come quello di quattro olandesi fermati dalla Stradale in Abruzzo e sospettati di voler dare luogo a proteste violente. In realtà la polizia ha poi appurato che si trattava di un giornalista e tre operatori i cui nomi non figuravano nella lista della stampa accreditata, e che volendo seguire le manifestazioni di protesta avevano con sé delle maschere antigas in caso di lancio di lagrimogeni.

CENTRALI OCCUPATE DA GREENPEACE

Le manifestazioni di protesta della prima giornata del vertice degli Otto Paesi più industrializzati sono iniziate con l'occupazione da parte di oltre cento attivisti di Greenpeace, stamattina, di quattro centrali elettriche a carbone di Brindisi, Marghera (alle porte di Venezia), Vado Ligure (vicino a Savona) e Porto Tolle, nel parco regionale del Delta del Po, per chiedere ai leader riuniti all'Aquila di "assumere un ruolo di leadership contro i cambiamenti climatici".

Nel corso della protesta, gli attivisti hanno occupato i nastri di trasporto e scalato le ciminiere e le gru delle quattro centrali.

Poi è stata la volta dell'Aquila, con la megascritta "Yes we camp" realizzata sulla collina di Roio, in un clima assolutamente pacifico ma senza dimenticare il problema vero dei terremotati: la ricostruzione.

"Ci sembrava un modo ironico per ricordare alle delegazioni - e non solo - presenti al vertice che 25mila persone sono ancora nelle tende", ha spiegato Piero De Santis del comitato Ara, Associazione e Ricostruzione Abruzzo, mentre decine di giovani sorridenti, con indosso magliette con la scritta "forti e gentili sì, fessi no", lavoravano a comporre la scritta, visibile anche dall'autostrada.

"Credo sia la prima volta che viene attuata questa strategia di costringere per tutto questo tempo le persone nelle tende in situazioni di forte disagio, come ci confermano in continuazione gli stessi sfollati. E' incredibile", ha aggiunto De Santis, precisando che gli sfollati nelle tende sono 25mila.

De Santis dice che "il progetto delle case promesse agli sfollati da settembre è già slittato... stiamo aspettando il momento in cui qualcuno dirà: abbiamo sbagliato. Sarebbe già una gran cosa".

"CI STANNO METTENDO I BASTONI FRA LE RUOTE"

La scritta "Yes we camp" su uno striscione con il disegno di quattro tende ha saluto Obama al sul passaggio all'Aquila dopo le 18. I giovani dei comitati cittadini lo hanno atteso a un incrocio, alle spalle un palazzo sventrato dal sisma, accanto la tendopoli di Piazza d'Armi, con un massiccio schieramento di forze dell'ordine.

"Il nostro futuro lo vogliamo decidere noi. Vogliamo rimboccarci le maniche, ce le siamo rimboccate, ma ci stanno mettendo i bastoni fra le ruote...siamo una popolazione che non chiede l'elemosina", ha gridato con un megafono uno dei manifestanti, mentre altri mostravano un secondo striscione con la scritta "Requisiremo le case sfitte agibili".

A Milano, invece, circa 200 persone hanno protestato contro il G8 con un corteo nel tardo pomeriggio, aperto da uno striscione con la scritta "No G8, No speculazione, No militarizzazione" firmato da "Assemblea milanese No G8".

"E' una manifestazione pacifica in collegamento con le iniziative realizzate con le manifestazioni del G8", ha detto a Reuters Antonello Patta, segretario milanese di Rifondazione.

"Manifestiamo contro la strumentalizzazione del terremoto abruzzese e l'utilizzo di questo spazio per un incontro tra grandi destituito di ogni legittimazione democratica, che si arroga il diritto di prendere decisioni sui destini dei popoli e sull'economia", ha aggiunto.

-- ha collaborato Silvia Molteni

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