July 7, 2009 / 10:05 AM / 8 years ago

Enciclica papale invoca autorità mondiale per l'economia

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<p>Una immagine di Papa Benedetto XVI.Tony Gentile (VATICAN RELIGION)</p>

di Philip Pullella

CITTA' DEL VATICANO (Reuters) - Papa Benedetto XVI ha invocato "un'autorità politica mondiale" per gestire l'economia e per istituire maggiori regole statali sulle economie nazionali, riforme che consentano così di superare la recessione e di scongiurarne un'altra in futuro.

L'invito del Papa a ripensare al modo con il quale è governata l'economia è emerso tramite un'enciclica che ha toccato diversi temi sociali ma che ha avuto come tema dominante l'effetto della crisi tanto sui paesi ricchi che sulle nazioni povere.

Alcune parti dell'enciclica, intitolata "Caritas in Veritate", non faranno piacere ai conservatori per via della condanna ad un capitalismo sfrenato e ad un mercato scevro di regole che, secondo Papa Benedetto, ha portato ad un "persino distruttivo" abuso del sistema.

Il Papa ha detto che ogni decisione economica comporta una conseguenza morale e ha invocato "forme di ridistribuzione" della ricchezza, su controllo dei governi mondiali, per aiutare coloro che sono stati maggiormente colpiti dalla crisi.

Benedetto ha sottolineato come "urga la presenza di una vera autorità politica mondiale", il cui obiettivo sia di "governare l'economia mondiale; risanare le economia colpite dalla crisi, prevenire peggioramenti della stessa e conseguenti maggiori squilibri".

Questa autorità dovrà essere "regolata dal diritto" e dovrà essere "da tutti riconosciuta e godere di potere effettivo per garantire a ciascuno la sicurezza, l'osservanza della giustizia, il rispetto dei diritti".

"Ovviamente, essa deve godere della facoltà di far rispettare dalle parti le proprie decisioni, come pure le misure coordinate adottate nei vari fori internazionali", si legge nell'enciclica.

LE ISTITUZIONI FINANZIARIE MONDIALI DELL'ONU NCESSITANO UNA RIFORMA

L'Organizzazione delle Nazioni Unite, l'architettura economica e finanziaria internazionale devono essere riformate "anche in presenza di una recessione altrettanto mondiale", si legge nell'enciclica, un documento di 141 pagine.

Un'enciclica è la forma più importante di comunicazione papale e segna le linee di pensiero, per il miliardo e 100 milioni di cattolici e anche per i non cattolici, del Papa e del Vaticano per quanto riguarda determinati temi sociali e morali.

E' indirizzata a tutti i cattolici e a tutti "gli uomini di buona volontà" ed è stata pubblicata alla vigilia del G8 dell'Aquila e tre giorni prima che il Papa parli della crisi globale in un colloquio con il presidente Barack Obama.

In diverse parti dell'enciclica, Benedetto ha esplicitato i suoi dubbi circa un mercato totalmente libero.

"La convinzione poi dell'esigenza di autonomia dell'economia, che non deve accettare "influenze" di carattere morale, ha spinto l'uomo ad abusare dello strumento economico in modo persino distruttivo", si legge nel testo.

"A lungo andare, queste convinzioni hanno portato a sistemi economici, sociali e politici che hanno conculcato la libertà della persona e dei corpi sociali e che, proprio per questo, non sono stati in grado di assicurare la giustizia che promettevano", aggiunge il Pontefice.

Profitto Ma Per Il Bene Comune

Il profitto è utile solo se utilizzato per garantire un futuro più luminoso per tutta l'umanità.

"L'esclusivo obiettivo del profitto, se mal prodotto e senza il bene comune come fine ultimo, rischia di distruggere ricchezza e creare povertà".

Il Papa ha sottolineato come l'attuale crisi economica sia "la prova evidente " di quelli che il Pontefice definisce "gli effetti perniciosi del peccato" in economia.

"L'economia infatti ha bisogno dell'etica per il suo corretto funzionamento; non di un'etica qualsiasi, bensì di un'etica amica della persona", si legge nell'enciclica.

"Gli operatori della finanza devono riscoprire il fondamento propriamente etico della loro attività per non abusare di quegli strumenti sofisticati che possono servire per tradire i risparmiatori. Retta intenzione, trasparenza e ricerca dei buoni risultati sono compatibili e non devono mai essere disgiunti".

Il Papa sembra appoggiare un intervento statale che "corregga errori e disfunzioni", nel campo dell'economica, sottolineando anche come "con un meglio calibrato ruolo dei pubblici poteri, è prevedibile che si rafforzino quelle nuove forme di partecipazione alla politica nazionale e internazionale".

"Le attuali dinamiche economiche internazionali, caratterizzate da gravi distorsioni e disfunzioni, richiedono profondi cambiamenti anche nel modo di intendere l'impresa", precisa il Pontefice.

In altre parti dell'enciclica, la prima su temi sociali dalla sua ascesa al soglio pontificio nel 2005, il Papa rivolge la sua attenzione a temi come lo sviluppo, l'immigrazione, i diritti sindacali, il terrorismo, il turismo sessuale, le questioni demografiche, l'ambiente, la bioetica e l'energia.

La pubblicazione dell'enciclica è stata posticipata di quasi un anno, proprio per permettere al Pontefice di trattare i temi dell'attuale crisi economica globale.

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