Al via i saldi, ma commercianti chiedono nuove regole

mercoledì 1 luglio 2009 11:51
 

MILANO (Reuters) - Partirà ufficialmente domani, anche se in alcuni negozi delle grandi città si praticano già sconti, la stagione dei saldi estivi 2009, mai come questo anno -- vista la crisi economica globale -- tanto attesi da consumatori e commercianti, che però chiedono una nuova regolamentazione.

Domani 2 luglio, i saldi prenderanno il via in Campania e Basilicata. Il grosso delle regioni partirà il 4 luglio, seguite dal Molise il 15.

"Considerando la situazione attuale, fortemente caratterizzata da un calo dei consumi in tutti i settori economici, ma in particolare modo in quello della moda, anche una parte marginale delle imprese del settore ripongono grande attenzione ed aspettativa sui saldi, così come i consumatori desiderosi di acquistare subito, ancora prima dell'inizio della stagione estiva, i capi di abbigliamento", spiega una nota di Confesercenti ricordando le date di partenza dei ribassi.

Mentre le varie associazioni di consumatori snocciolano il solito decalogo per evitare "fregature" -- dalla verifica della merce in vendita, al cambio degli acquisti e l'uso di carte di credito e bancomat (che devono essere sempre consentiti) -- il Codacons prevede "una fortissima contrazione" nelle vendite.

''Gli effetti della crisi economica sono stati pesantissimi in tutti i settori", spiega in una nota il presidente dell'associazione Carlo Rienzi. "La nostra previsione è di una riduzione degli acquisti tra il 10 e il 15% rispetto ai saldi estivi del 2008'', per una spesa a famiglia non superiore ai 180 euro.

FISMO CHIEDE REGOLAMENTAZIONE NAZIONALE

Intanto, la Federazione nazionale del settore moda (Fismo) chiede una nuova regolamentazione nazionale per la gestione dei saldi.

"Il primo sabato di luglio (inizio saldi estivi) e di gennaio (inizio saldi invernali) sono date che non possono essere considerate di fine stagione ma date di vendite ordinarie", sottolinea in un comunicato il presidente di Fismo, Roberto Manzoni, affrontando il tema della liberalizzazione dei saldi, che vengono decreati a livello regionale. "Assistiamo sempre più ad una competizione vera e propria delle regioni a chi determina prima l'inizio dei saldi".

Manzoni spiega che esiste la "necessità di una legge nazionale che regolamenti nuovamente i saldi, spostando alla fine della stagione, sia estiva che invernale, tale periodo".

"Nessuna impresa, se vuole rimanere sana, può permettersi di vendere 365 giorni all'anno prodotti a margini azzerati", aggiunge.

"Sarebbe più rispettoso per i consumatori un sistema che assicuri trasparenza sui prezzi originari ed offra in alcuni momenti occasioni favorevoli all'acquisto. Il commercio ha bisogno oggi più che mai di impegni seri, sgombrando il campo da false idee di liberalizzazioni che non risolvono il problema, ma lo aggravano ulteriormente".

 
<p>Saldi in Francia. REUTERS/Pascal Rossignol</p>