Polonia, museo ebraico sorgerà nel ghetto di Varsavia

martedì 30 giugno 2009 18:04
 

VARSAVIA (Reuters) - Con salmi, poesie e popolari canzoni Yiddish, polacchi ed ebrei hanno celebrato oggi l'inizio dei lavori per la costruzione di un nuovo museo che raccoglierà la ricca e colorata eredità lasciata dagli ebrei in Polonia.

Il Museo sulla storia degli ebrei polacchi, che dovrebbe essere completato nel 2011, verrà alla luce nella zona dove sorgeva il ghetto di Varsavia, raso al suolo dai nazisti nel 1943 durante la repressione di un'insurrezione ebraica.

"Questo museo sorgerà in un luogo segnato dalla morte", ha detto il sindaco di Varsavia Hanna Gronkiewicz-Waltz durante la cerimonia di apertura dei lavori, alla presenza del ministro della Cultura polacco, degli ambasciatori stranieri e dei gruppi di ebrei statunitensi.

Per secoli, la Polonia è stata la patria delle più vaste comunità ebraiche, in un paese relativamente tollerante rispetto alle persecuzioni subite altrove dagli ebrei.

La maggior parte dei 3,5 milioni di ebrei polacchi è stata assassinata dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale.

Gli organizzatori hanno precisato come il museo di cinque piani, che sarà multimediale e ospiterà anche una biblioteca, un cinema, una sala per concerti e diversi bar, sia stato voluto proprio per documentare la millenaria storia degli ebrei in Polonia. Solo una piccola sezione del museo coprirà gli anni dell'Olocausto.

"Ci sono già altri musei dedicati all'Olocausto. Ma questo vuole concentrarsi soprattutto sulla cultura e sulla civiltà che l'Olocausto ha distrutto", ha detto Marcin Swiecicki, capo del comitato polacco che ha supportato la costruzione di questo museo.

"L'intenzione del museo è mostrare l'importanza del pluralismo e consentire ai visitatori di scoprire come vivevano i nostri antenati".

Per raggiungere questo scopo, si attingerà dall'eredità lasciata dagli ebrei in Polonia, attraverso veri e propri "viaggi virtuali" attraverso il tempo, nei quali si potrà osservare come vivevano e interagivano gli ebrei, i polacchi e altri gruppi e etnici e religiosi.