Michael Jackson lascia in eredità anche una montagna di debiti

venerdì 26 giugno 2009 11:16
 

di Nichola Groom e Yinka Adegoke

LOS ANGELES (Reuters) - Insieme ad un numero impressionante di brani musicali e a schiere di fan adoranti, la superstar del pop Michael Jackson lascia in eredità anche una montagna di debiti e un ritorno sul palco mai avvenuto, che molti speravano potesse fruttare a Jackson i soldi necessari per risolvere i suoi problemi finanziari.

Il Re del Pop è morto improvvisamente ieri all'età di 50 anni, dopo 40 anni di successi, tra i quali l'album "Thriller", il disco pop più venduto di tutti i tempi.

Nonostante abbia guadagnato centinaia di milioni di dollari, essendo stata una delle superstar del pop più importanti di sempre, Jackson aveva accumulato circa 500 milioni di dollari di debiti, stando alle fonti citate dal Wall Street Journal all'inizio di giugno.

In ogni caso i suoi asset, tra i quali i diritti d'autore sulle sue canzoni e una quota del catalogo dei pezzi dei Beatles, valgono più di un miliardo di dollari, secondo quello che riferisce una fonte dell'industria della musica.

L'immagine e la carriera di Michael Jackson sono state macchiate negli ultimi anni proprio dai suoi problemi finanziari, oltre che da quelli legali.

Conosciuto per le sue spese folli in oggetti d'antiquariato e giocattoli, Jackson fu accusato da un commercialista, durante il processo per molestie su minori del 2005, di spendere dai 20 ai 30 milioni di dollari in più rispetto a quanto introitato ogni anno.

Il suo lussuoso stile di vita era reso possibile, in parte, dal prestito di 200 milioni di dollari, garantito proprio dalla sua quota nel catalogo dei Beatles. Jackson era proprietario di questo catalogo insieme con la Sony, in una joint venture nota come Sony/ATV. La stella del pop aveva rifinanziato questo prestito nel 2006, proprio nel tentativo di evitare l'insolvenza.

Inoltre, lo scorso novembre, il cantante aveva dovuto cedere parte del suo ranch Neverland ad una società formata da Jackson stesso e dall'azienda immobiliare, con sede a Los Angeles, Colony Capital LLC, che aveva salvato il parco giochi del cantante grazie ad un prestito di 23 milioni di dollari.

L'intenzione della Colony Capital era quella di vendere Neverland, stando a quanto riferisce il Journal. Secondo il direttore generale della società Tom Barrack, infatti, la tenuta poteva valere tra i 70 e gli 80 milioni di dollari, o anche di più se la carriera di Michael Jackson si fosse rilanciata.

In un comunicato di ieri, Barrack si è detto "molto addolorato" per morte di Jackson, ma non ha commentato eventuali ripercussioni sugli affari della Colony.