Italia, a parità di incarico donne guadagnano 3% meno di uomini

martedì 23 giugno 2009 13:42
 

MILANO (Reuters) - In Italia gli stipendi "rosa" sono inferiori di solo il 3% rispetto a quelli degli uomini se il confronto viene fatto a parità d'incarico: la differenza media tra retribuzione maschile e femminile intorno al 25% è da attribuire alle posizioni svantaggiate ricoperte dalle donne.

E' quanto emerge da una ricerca condotta tra il 2005 e il 2008 dall'Osservatorio sul diversity management della Sda Bocconi con l'obiettivo di misurare, analizzare e spiegare le differenze retributive di genere basandosi -- oltre che su parametri tradizionali come l'età e il settore di appartenenza -- sulla complessità dell'incarico.

In Italia -- spiega il comunicato che presenta i risultati dello studio -- una donna "guadagna in media tra il 22,8% e il 22,5% in meno di un uomo, ma se, anziché dividere il monte-retribuzione delle donne per il numero di donne che lavorano e fare altrettanto con gli uomini, confrontiamo gli stipendi dei due sessi a parità di incarico, anzianità e azienda, la differenza si riduce al 3%".

Analizzando i dati in una prospettiva internazionale, l'indagine --condotta su un campione di 31.882 lavoratori di 97 aziende -- ha evidenziato che la differenza tra retribuzione annua lorda maschile e femminile in Italia, vicina al 23%, non fa sfigurare il nostro Paese: "se fa meglio la Germania (20%), soffrono di una diseguaglianza maggiore Spagna (27%), Belgio (29%) e soprattutto Francia (42%)".

Nel corso del triennio 2005-2008, continua la nota, in Italia la percentuale di donne tra i lavoratori è passata dal 26% al 30%, superando quella tedesca (27%), ma restando inferiore a quella spagnola (38%), francese (42%) e belga (45%).

Inoltre l'Italia detiene il record delle donne dirigenti -- pari al 13% -- tra i paesi analizzati, anche se "è ancora sotto la media la percentuale di donne tra i quadri (23%) e gli impiegati (37%)".

"Le differenze si riducono a termini più ragionevoli se l'analisi viene condotta a parità di complessità della posizione, anzianità aziendale, dimensione e area professionale. La differenza media si riduce infatti al 3% ed è minore per l'inquadramento impiegatizio e maggiore per quello dirigenziale e per i quadri", riporta ancora la nota, sottolineando come i dati indichino "un'apertura del mercato del lavoro alle donne ancora relativamente recente e una situazione ancora in evoluzione".

 
<p>Immagine d'archivio di un'operaia in una fabbrica di automobili. REUTERS/Denis Sinyakov (RUSSIA POLITICS TRANSPORT BUSINESS)</p>