Rapporto zoomafie Lav: corse clandestine, giro da 1 mld euro

lunedì 22 giugno 2009 17:39
 

ROMA (Reuters) - Le corse clandestine di cavalli e le infiltrazioni criminali nel settore dell'ippica si confermano i filoni zoomafiosi in cui la criminalità organizzata sembra concentrare sempre più prepotentemente il suo interesse: un "settore", quello delle corse, che da solo produce un business stimato in circa 1 miliardo di euro.

E' quanto emerge dalla X edizione del Rapporto Zoomafia della Lav (Lega Antivivisezione), presentato questa mattina a Roma e che prende in esame i crimini contro gli animali nel 2008.

Nello scorso anno, il numero delle corse clandestine bloccate è raddoppiato: 16 rispetto alle 8 del 2007. Aumentato anche il numero delle persone denunciate, 296 rispetto alle 261 dell'anno precedente, e dei cavalli sequestrati: 147 rispetto ai 114 del 2007. Ventinove sono stati gli interventi delle forze dell'ordine, un maneggio, 23 stalle e oltre 1000 confezioni di farmaci e sostanze vietate sequestrati.

Le inchieste confermano anche che il doping non è una pratica circoscritta alle sole corse clandestine, ma interessa anche le corse ufficiali. Le operazioni di polizia e le inchieste giudiziarie che hanno coinvolto il mondo dell'ippica nel 2008, rappresentano una conferma delle infiltrazioni criminali in questo settore:ogni sei mesi circa, in Italia, vengono rese note vaste inchieste che coinvolgono il mondo dell'ippica.

Molto preoccupante anche il traffico di cani importati dai Paesi dell'Est: circa 500 mila cuccioli importati illegalmente ogni anno in Italia. Nel 2008 sono aumentati i sequestri e gli interventi delle forze di polizia.

Stabile ma sempre allarmante il business legato alla gestione di canili "lager" (strutture spesso sovraffollate e inadeguate sotto l'aspetto igienico sanitario e strutturale) e il business sui randagi. Tutti questi traffici garantiscono agli sfruttatori di questi animali introiti stimati intorno ai 500 milioni di euro l'anno.

Fiorente anche il traffico illecito di fauna esotica protetta, che interessa circa un terzo di quello legale, con un business quantificabile in circa 500 milioni di euro l'anno. Un giro d'affari che coinvolge: avorio, pappagalli, falchi, camaleonti, tartarughe, un leone, ma anche conchiglie, coralli, caviale, zampe di elefante, coccodrilli imbalsamati e prodotti in pelle di animali protetti, come leopardi, lupi, varani, e lontre.

Anche il mare non è risparmiato dalle organizzazioni criminali. Il giro d'affari, in questo caso, è pari a 500 milioni di euro, e si sviluppa attraverso il traffico di datteri di mare, o di ricci, destinati al mercato clandestino.