17 giugno 2009 / 15:22 / 8 anni fa

Libri: "Settanta", racconto pulp di un decennio ad alta tensione

ROMA (Reuters) - I lettori in crisi d'astinenza dopo aver concluso la trilogia di Stieg Larsson potrebbero trovare conforto per l'estate in un'altra serie noir, altrettanto voluminosa e avvincente, anche se ispirata molto da vicino alla storia italiana e non alle trame scandinave.

Marsilio, che in Italia ha pubblicato i tre volumi di "Millennium" del prematuramente scomparso autore svedese - best seller anche nelle librerie italiane - è infatti l'editore di un'altra serie, "la trilogia sporca dell'Italia" del giovane Simone Sarasso, il cui secondo volume, forte di quasi 700 pagine, è uscito a fine maggio.

"Settanta", pur premettendo di narrare "finzioni letterarie al cento per cento", riprende il filo della storia italiana dall'epoca dell'attentato di piazza Fontana a Milano, laddove si interrompeva "Confine di Stato", il primo libro della serie, di oltre 400 pagine.

E tra le azioni delle Brigate rosse, il successo del genere "poliziottesco" al cinema, il Vietnam e la Democrazia Cristiana il libro si chiude su un'altra strage, quella della stazione di Bologna nel 1980.

Il terzo volume - che Sarasso, 31 anni, ha detto a Reuters di non aver ancora cominciato a scrivere - parlerà invece degli anni 90 e della Seconda Repubblica. Ovviamente, trattando sempre la materia come una fiction avventurosa e violenta.

Nel frattempo, in autunno, Marsilio pubblicherà un fumetto scritto dallo stesso autore e disegnato da Daniele Rudoni, "United We Stand", che racconta invece di una Italia futura scossa da un colpo di Stato, mentre il mondo è sull'orlo di una guerra atomica.

"Settanta" gioca con i passaggi più drammatici della storia contemporanea italiana e coi suoi personaggi. Ma a differenza dello statunitense James Ellroy - citato da alcuni come fonte ispirativa di Sarasso - che in "American Tabloid" costruì una storia di trame eversive e mafia attorno ai fratelli Kennedy e ai loro assassinii, l'italiano preferisce non citare mai i protagonisti reali delle vicende di cui parla, pur se alcuni sono da tempo scomparsi.

Ma Aldo Moro, Giulio Andreotti, Licio Gelli, Henry Kissinger, il bandito Renato Vallanzasca o il re del "poliziottesco" Maurizio Merli sono perfettamente riconoscibili, nonostante alcuni particolari biografici o certi episodi-chiave divergano.

E anche se l'autore si sforza nella postfazione di spiegare che "è una storia di finzione" e di un "paese fittizio", è difficile sottrarsi all'impressione che si tratti della sua versione dei fatti. Di una ricostruzione "verosimile" della tormentata storia italiana, su cui peraltro gravano da decenni una serie di misteri che le inchieste della magistratura non sembrano essere riuscite a dissipare.

Ma il racconto di Sarasso, che alterna dialoghi in dialetto, scene di violenza cinematografica, finti dispacci d'agenzia con un ritmo serratissimo, che mischia realismo e surrealismo da fumetto pulp, resta comunque avvincente.

Sarasso, di formazione educatore scolastico, si definisce "professional writer". A dargli la spinta è stato il successo "Confine di Stato", pubblicato originariamente dalla piccola casa editrice EffeQu nel 2006, poi ripreso da Marsilio. Oggi scrive anche per il cinema e la tv, e per diletto ha anche registrato un album in versione mp3 (si può scaricare dal sito Jamendo.com), insieme al gruppo "Ilmionomenonhaimportanza", che è di fatto la sonorizzazione di un suo racconto di fantascienza.

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