Nuova influenza, esperti invitano a monitorare evoluzione virus

lunedì 15 giugno 2009 10:38
 

di Tan Ee Lyn

HONG KONG (Reuters) - Alcuni esperti hanno invitato a un monitoraggio maggiore di come il virus H1N1evolverà, nei prossimi mesi, nell'emisfero meridionale. Questo controllo, secondo gli esperti, potrebbe aiutare a fornire le risposte che gli scienziati hanno cercato per decenni.

In un articolo pubblicato sulla rivista Nature, scienziati giapponesi e statunitensi hanno riesaminato tutta la letteratura circa le pandemie più recenti -- l'influenza in Spagna del 1918-1919, quella asiatica del 1957 e quella di Hong Kong del 1968 -- così come alcuni articoli sull'influenza aviaria H5N1 negli ultimi 10 anni.

"Sebbene sia stato appreso molto sui virus influenzali, le questioni chiave sono ancora senza risposta: per esempio i fattori che determinano la trasmissioni tra specie diverse, le modalità di riassortimento e la trasmissione da uomo a uomo, tutti elementi che, hanno scritto gli esperti, sono stati fondamentali nelle pandemie passate e saranno punti critici in caso di futura emergenza.

Il team, guidato da Yoshihiro Kawaoka dell'International Research Center for Infectious Diseases di Tokyo, ha fatto riferimento all'epidemia di influenza scoppiata in Spagna, caratterizzata da una prima ondata leggera, seguita poi da due altre ondate mortali.

Per questo gli studiosi invocano maggiore attenzione su eventuali cambiamenti genetici del virus, che potrebbero portare ad un contagio più virulento o ad una maggiore facilità di trasmissione tra gli esseri umani.

"Un monitoraggio più attento, durante la stagione invernale, nell'emisfero meridionale, è di importanza vitale se si vogliono evitare varianti del virus più violente", hanno scritto gli esperti.

"Da un punto di vista scientifico, l'opportunità di tenere sotto controllo l'evoluzione del virus in tempo reale potrebbe fornirci preziose informazioni sui fattori che determinano la patogenecità e/o la trasmissibilità".

La nuova influenza H1N1 contiene materiale genetico che proviene dagli uccelli, dai suini e dagli esseri umani e sembra avere un tasso di mortalità dello 0,2%, stando agli ultimi rapporti dei ricercatori. Questo dato è leggermente superiore a quello relativo all'influenza stagionale.

Gli esperti hanno anche dichiarato che la comunità internazionale non era sufficientemente preparata per questa pandemia, con scarse riserve di medicinali e una blanda produzione di vaccini.

 
<p>Immagine d'archivio. REUTERS/Christina Hu (CHINA HEALTH BUSINESS)</p>