Incendi, esperti prevedono stagione meno "calda" in Italia

venerdì 12 giugno 2009 16:57
 

di Massimiliano Di Giorgio

ROMA (Reuters) - Le condizioni climatiche previste per i prossimi mesi e un miglior coordinamento delle forze anti-incendio sembrano escludere che l'Italia debba affrontare una nuova stagione di roghi come quella che nel 2007 provocò 23 morti, ma gli esperti mettono in guardia dalla possibilità di siccità improvvise e anche dal rischio che la crisi economica riduca i mezzi per lottare contro le fiamme.

Coi quasi 710 roghi registrati a oggi in tutte le regioni, quest'anno gli incendi sono diminuiti del 50% rispetto allo stesso periodo del 2008, ha detto a Reuters Alfredo Milazzo, che dirige la divisione Incendi boschivi e protezione civile del Corpo Forestale.

"Le indicazioni climatiche di cui disponiamo ci dicono che questa estate non dovrebbe essere una stagione critica per gli incendi", spiega Milazzo. "Anche l'inverno è stato abbastanza positivo, per gli incendi".

La stagione "ufficiale" della lotta agli incendi è compresa tra il 15 giugno e il 30 settembre.

E proprio ieri Palazzo Chigi ha diffuso gli "Indirizzi operativi per fronteggiare gli incendi boschivi", che indica le attività di previsione, prevenzione, pianificazione della protezione civile e "lotta attiva" alle fiamme che vanno assunte da ministeri interessati, enti locali, Regioni e corpi dello Stato.

"L'estate, dal punto di vista climatico, non dovrebbe essere difforme rispetto allo scorso anno", conferma il generale dell'Aeronautica Luciano Massetti, che presso la Protezione civile coordina la flotta anti-incendio di Stato.

Un problema potrebbe essere rappresentato paradossalmente dalla piogge abbondanti dei mesi scorsi, che hanno fatto crescere rigogliosamente la vegetazione, spiega Massetti. "Se ci dovessero essere siccità improvvisa, sarebbe un problema", perché quella vegetazione sarebbe combustibile in più per le fiamme.

L'aridità la presenza di venti forte sono infatti le due condizioni che rendono "inestinguibile" un incendio, dopo che le fiamme sono state appiccate per dolo -- 55-60% dei casi, dice Milazzo -- o si sono sprigionate per negligenza.   Continua...

 
<p>Immagine d'archivio. REUTERS/Tony Gentile (ITALY)</p>