Autore italiano crea gioco da tavolo da fumetto cult giapponese

mercoledì 10 giugno 2009 08:45
 

di Diana Bin

MILANO (Reuters) - Dopo aver ispirato videogiochi, peluche, cartoni animati e live movie, la serie cult giapponese di fumetti "Death Note" diventa gioco da tavolo. E la realizzaxione è completamente "made in Italy".

"E' un thriller ben strutturato, creato per catturare i giocatori", sfidandoli a smascherare il serial killer che si nasconde tra loro, spiega l'ideatore del gioco, il ravennate Giacomo Santopiero, in un'intervista telefonica.

Il protagonista del fumetto divenuto un fenomeno planetario -- Warner Bros ha comprato i diritti per un'edizione cinematografica hollywoodiana, e in Italia la serie animata è trasmessa da Mtv -- è un brillante studente giapponese che riceve un potere soprannaturale per poter uccidere a distanza e comincia a eliminare i criminali di tutto il mondo.

Death Note, ha spiegato Santopiero, 24 anni, "tratta temi filosofici molto attuali, perché parla di cos'è il significato della giustizia, lasciando però al lettore un margine di giudizio". Sta al lettore infatti maturare una propria opinione sul protagonista: "giustiziere o assassino? Eroe o minaccia?".

"La passione per la storia è nata grazie ad un amico che mi ha consigliato lettura del fumetto", ha continuato l'autore del gioco. "All'inizio mi sembrava strano ... ma poi è stato un vero colpo di fulmine".

Il gioco di società, edito da Trofe editore (Torino) e in vendita in Italia dall'inizio di giugno nelle fumetterie e nei negozi specializzati, si basa su un'indagine in cui "i giocatori devono capire chi di loro sta interpretando il ruolo del serial killer". All'inizio della partita, ogni giocatore riceve una carta che comunica a ciascuno il proprio ruolo (poliziotto o assassino): chi viene sorteggiato 'giustiziere' dovrà "colpire in segreto le sue vittime designate senza farsi scoprire", spiega il comunicato che presenta "DeathNote ICG".

"Anche mio padre è sempre stato grande appassionato di giochi", ha detto a Reuters l'autore. "Quando avevo cinque o sei anni ha aperto un'associazione ludico-culturale per diramare la cultura del gioco di società in Italia. Sono rimasto affascinato da questo mondo ... perciò ho deciso di andare a lavorare per il gruppo La Ludoteca/E-nigma, dove abbiamo deciso di fare un'esperienza come creatori di giochi".

 
<p>Fumetto boliviano. REUTERS/David Mercado</p>