3 giugno 2009 / 11:43 / 8 anni fa

Sondaggio: insufficienti le misure globali anticrisi

NEW YORK (Reuters) - Un sondaggio svolto nelle nazioni che rappresentano il 75% dell'economia mondiale mostra che i due terzi dei cittadini credono che "le misure governative anticrisi" manchino di una chiara direzione.

La ricerca Ipsos/Reuters mostra anche che il 60% delle persone, intervistate in 23 paesi, crede che nuove regolamentazioni statali possano soffocare la crescita economica, un'opinione particolarmente diffusa negli Stati Uniti e in mercati emergenti come Cina e India.

Clifford Young della Ipsos Global Public Affairs, società che si dedica a sondaggi e ricerche di mercato, ha affermato che la ricerca dimostra come la maggioranza dei cittadini voglia che i governi intraprendano altre azioni a contenimento della crisi economica.

"C'è preoccupazione ed un certo grado di incertezza circa le azioni dei governi", ha detto Young. "Il messaggio generale è che vogliamo che i governi facciano qualcosa, ma non troppo, non vogliamo tornare agli anni bui".

Il sondaggio, rivolto a 23 mila persone, è stato condotto dal 14 aprile al 7 maggio e ha mostrato come il 58% degli intervistati ritenga che gli Usa non abbiano fatto abbastanza per dare nuova linfa alla propria economia, il 53% ritenga che l'Unione Europea dovrebbe fare di più, e più di due terzi delle persone credano che anche la Cina non si sia prodigata abbastanza per migliorare la situazione.

Per quanto riguarda le azioni da intraprendere, il 54% delle persone ha risposto che i governi dovrebbero ridurre le importazioni, mentre due persone su tre si sono dette preoccupate di eventuali blocchi alle esportazioni provenienti dai rispettivi paesi.

IL LAVORO SOPRATTUTTO

Il sondaggio di Ipsos ha riguardato: Usa, Canada, Brasile, Messico, Argentina, Corea del Sud, Cina, Giappone, Australia, India, Russia, Repubblica Ceca, Polonia, Ungheria, Turchia, Svezia, Italia, Olanda, Belgio, Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna.

Young ha rilevato come ci sia una particolare "paura di una regressione nei paesi emergenti", che hanno impiegato anni per liberare il mercato dal controllo governativo.

La ricerca ha mostrato come l'83% degli indiani credano che un maggior numero di regole imposte dal governo possa frenare la crescita economica, un'opinione condivisa dal 72% degli intervistati in Messico e Cina, dal 69% in Polonia, dal 66% in Turchia e dal 65% in Russia.

Negli Stati Uniti -- dove il governo dovrebbe diventare proprietario del 60% della nuova General Motors, dopo la richiesta di bancarotta inoltrata dall'azienda lo scorso lunedì -- il 60% si è mostrato diffidente circa nuove regolamentazioni statali.

La disoccupazione e il tema del lavoro in generale sono sempre gli argomenti che suscitano maggiore preoccupazione, con il 53% degli intervistati che li ha eletti preoccupazione numero uno, con un incremento di 12 punti percentuali rispetto ai precedenti 6 mesi. Quasi tre quarti delle persone hanno inoltre confermato di conoscere qualcuno che ha perso il lavoro.

"Questo suggerisce che il tema del lavoro debba essere il primo punto nell'agenda dei governi", ha detto Young. "C'è grandissima pressione affinché i governi reagiscano a questa situazione di difficoltà".

I risultati del sondaggio sono stati bilanciati per età, sesso, popolazione e livelli di educazione. Il margine di errore è più o meno del 3,1%.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below