Sondaggio: insufficienti le misure globali anticrisi

mercoledì 3 giugno 2009 13:39
 

NEW YORK (Reuters) - Un sondaggio svolto nelle nazioni che rappresentano il 75% dell'economia mondiale mostra che i due terzi dei cittadini credono che "le misure governative anticrisi" manchino di una chiara direzione.

La ricerca Ipsos/Reuters mostra anche che il 60% delle persone, intervistate in 23 paesi, crede che nuove regolamentazioni statali possano soffocare la crescita economica, un'opinione particolarmente diffusa negli Stati Uniti e in mercati emergenti come Cina e India.

Clifford Young della Ipsos Global Public Affairs, società che si dedica a sondaggi e ricerche di mercato, ha affermato che la ricerca dimostra come la maggioranza dei cittadini voglia che i governi intraprendano altre azioni a contenimento della crisi economica.

"C'è preoccupazione ed un certo grado di incertezza circa le azioni dei governi", ha detto Young. "Il messaggio generale è che vogliamo che i governi facciano qualcosa, ma non troppo, non vogliamo tornare agli anni bui".

Il sondaggio, rivolto a 23 mila persone, è stato condotto dal 14 aprile al 7 maggio e ha mostrato come il 58% degli intervistati ritenga che gli Usa non abbiano fatto abbastanza per dare nuova linfa alla propria economia, il 53% ritenga che l'Unione Europea dovrebbe fare di più, e più di due terzi delle persone credano che anche la Cina non si sia prodigata abbastanza per migliorare la situazione.

Per quanto riguarda le azioni da intraprendere, il 54% delle persone ha risposto che i governi dovrebbero ridurre le importazioni, mentre due persone su tre si sono dette preoccupate di eventuali blocchi alle esportazioni provenienti dai rispettivi paesi.

IL LAVORO SOPRATTUTTO

Il sondaggio di Ipsos ha riguardato: Usa, Canada, Brasile, Messico, Argentina, Corea del Sud, Cina, Giappone, Australia, India, Russia, Repubblica Ceca, Polonia, Ungheria, Turchia, Svezia, Italia, Olanda, Belgio, Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna.

Young ha rilevato come ci sia una particolare "paura di una regressione nei paesi emergenti", che hanno impiegato anni per liberare il mercato dal controllo governativo.   Continua...