La recessione globale sta rendendo il mondo più violento

martedì 2 giugno 2009 11:54
 

LONDRA (Reuters) - La crisi economica ha reso il mondo più violento e instabile lo scorso anno, secondo uno studio che vede la Nuova Zelanda al primo posto dei paesi più pacifici e l'Iraq all'ultimo.

L'impatto degli alti prezzi di cibo e carburante all'inizio del 2008 e l'aggravio della recessione alla fine dell'anno hanno eroso la pace, secondo il Global Peace Index, redatto dalla rivista The Economist.

La debolezza economica ha aumentato l'instabilità politica, le manifestazioni e il crimine in alcuni paesi, secondo lo studio, che è online all'indirizzo www.visionofhumanity.org/gpi/home.php.

"Il rapido aumento della disoccupazione, il congelamento degli stipendi e la caduta del valore delle case, dei risparmi e delle pensioni, sta causando risentimento popolare in molti paesi, con ripercussioni politiche", dice il rapporto.

L'Islanda, la nazione più pacifica lo scorso anno, è scivolata al quarto posto dopo le violente proteste registrate per il suo collasso economico.

"C'è una correlazione molto, molto forte tra pace e ricchezza", spiega a Reuters Steve Killelea, fondatore del Global Peace Index. "La pace è un indicatore della prosperità economica".

La Nuova Zelanda ha rimpiazzato l'Islanda in testa alla lista di 144 paesi. Tra i primi 10 ci sono molte nazioni scandinave oltre all'Austria al quinto posto, il Giappone al settimo e il Canada all'ottavo.

Gli Stati Uniti sono saliti di sei posti all'83esimo, tra Ucraina e Kazakhistan, la Cina resta stabile al 74esimo, mentre la Russia è al 136esimo. Gli ultimi tre paesi sono Iraq, Afghanistan e Somalia.

 
<p>Abitanti sul luogo di un attentato a Baghdad, il 6 maggio 2009. REUTERS/Ahmed Malik</p>