Monitorare salute del Pianeta: tutti possono collaborare online

lunedì 1 giugno 2009 15:30
 

di Alister Doyle

OSLO (Reuters) - Gli scienziati hanno chiesto al pubblico di tutto il mondo oggi di collaborare a realizzare un osservatorio -- basato su Internet -- della vita sulla Terra come guida per tutto, dall'impatto dei cambiamenti climatici sull'ambiente ai pesticidi che possono danneggiare i raccolti.

"Spero che ... potremo avere milioni di persone che forniscono dati" sul lungo periodo, ha detto a Reuters James Edwards, a capo della Encyclopedia of Life (Eol) che ha base allo Smithsonian Institution di Washington, a proposito del progetto decennale.

Edwards ha spiegato che le organizzazioni scientifiche stanno già lavorando al collegamento di migliaia di database informatici riguardanti animali e piante, in un unico "osservatorio virtuale" che potrebbe essere simile ai sistemi globali di monitoraggio del meteo o dei terremoti.

Molte persone di diversi Paesi inseriscono già dati su Internet, che vanno dall'osservazione di uccelli rari in Canada a dati sulle fioriture primaverili in Australia. Il nuovo sistema una volta in funzione dovrebbe collegare questi disparati siti.

Circa 400 esperti di biologia e tecnologia di 50 Paesi si incontreranno tra oggi e mercoledì a Londra per una conferenza "e-Biosphere" organizzata da Eol per discutere dei progetti. Eol sta tentando separatamente di descrive online le specie del mondo.

"Questo sarà un sistema gratuito al quale tutti potranno contribuire e avere accesso", dice Norman MacLeod, conservatore del reparto paleontologia al Natura History Museum di Londra.

Edwards afferma che una visione d'insieme sulla biodiversià potrebbe avere enormi benefici economici, ad esempio un insetto insolito trovato in un giardino potrebbe essere portatore di epidemie giunto con un carico di granaglie, che potrebbe danneggare l'agricoltura locale.

Tra i benefici per la salute, la comprensione di ogni mutazione indetta dai cambiamenti climatici nelle zanzare portatrici della malaria, dice Edwards.

 
<p>Immagine della provincia di Vizcaya. REUTERS/Vincent West (SPAIN)</p>