Madri vittime Tienanmen non vogliono che memoria svanisca

lunedì 1 giugno 2009 10:05
 

PECHINO (Reuters) - Vent'anni dopo che suo figlio è stato ucciso dai soldati nei pressi di piazza Tienanmen a Pechino, Zhang Xianling sta ancora cercando di capire quanti ragazzi siano morti con lui.

Il rifiuto del governo cinese di fornire un bilancio ufficiale delle persone uccise il 4 giugno del 1989 è soltanto uno degli aspetti del suo più vasto silenzio sul giro di vite sulle proteste studentesche di allora.

L'economia cinese è attualmente la terza al mondo, un risultato che negli anni Ottanta sarebbe stato impensabile, ma le riforme politiche devono ancora essere fatte e il Partito è sempre pronto a soffocare qualunque proposte di cambiamento.

"La Cina è sulla via della democrazia e della legge, ma non sappiamo ancora quanto lunga sarà la strada... prima, credevo che avrei visto la fine (di quella strada), ma adesso non sono così certa", ha spiegato Zhang in una intervista nel suo salotto, pieno di libri e di strumenti musicali di suo marito.

"Ora l'economia è più sviluppata, ma molte persone cercano solo il benessere economico e non si curano della politica".

Il figlio di Zhang, Wang Nan, aveva 19 anni quando ha lasciato un biglietto in cui diceva che andava a raggiungere gli amici a piazza Tienanmen: era il 3 giugno.

Servirono 10 giorni prima che il suo corpo fosse restituito ai genitori: aveva ancora addosso gli occhiali.

Zhang ha fondato il gruppo "Madri di Tienanmen" assieme ad un'altra donna, Ding Zilin, il cui figlio, allora 17enne, fu ucciso nella stessa situazione.

Il gruppo sta cercando di compilare un elenco dei morti e recentemente ha aggiunto un'altra vittima, portando il bilancio complessivo a 195 anche se Zhang è convinta che siano state identificate soltanto un decimo delle persone uccise in quell'occasione.

"La nostra più grande speranza è di essere in grado di dire apertamente che è stato un errore che l'esercito aprisse il fuoco sulla gente. La società civile dovrebbe poter partecipare all'indagine", ha precisato Zhang.

 
<p>Madri vittime Tienanmen non vogliono che memoria svanisca. REUTERS PICTURE</p>