Immigrati, Bankitalia: non impattano su lavoro, salari italiani

venerdì 29 maggio 2009 17:09
 

ROMA (Reuters) - In Italia l'aumento dell'offerta di lavoro dovuto all'immigrazione non sembra in media aver avuto effetti negativi sulle retribuzioni o sulle prospettive occupazionali dei nati in Italia.

Lo scrive Banca d'Italia nella relazione annuale, facendo notare che questo avviene nonostante il fatto che gli stranieri abbiano tassi di partecipazione al mercato del lavoro superiori a quelli degli italiani.

Tra il 2003 e il 2008 il numero di stranieri residenti in Italia è più che raddoppiato, portandosi a 3,4 milioni di persone. Si tratta di circa il 6% della popolazione, una quota più bassa di quella dei principali paesi europei. "Sono più giovani e meno istruiti", scrive Bankitalia.

Le differenze nella struttura socio economica e demografica tra gli italiani e gli stranieri "determinano significativi divari nei flussi economici da e verso la finanza pubblica: gli immigrati pagano proporzionalmente meno imposte e ricevono meno prestazioni per previdenza e sanità".

Secondo la relazione "la qualità del capitale umano disponibile in futuro in Italia rifletterà in misura significativa le competenze della popolazione immigrata. E, a questo proposito, Bankitalia evidenzia che "attualmente gli alunni stranieri registrano ritardi significativi, già dalla scuola primaria ed elevati tassi di abbandono nei livelli scolastici successivi".

A livello generale, "se non accompagnata da meccanismi efficaci di integrazione, la rapida espansione (della componente stranieri) aumenterà il già ampio divario nella dotazione di capitale umano del nostro Paese nel confronto internazionale".

 
<p>Immigrati, Bankitalia: non impattano su lavoro, salari italiani. REUTERS/Antonio Parrinello</p>