Ippica, in crisi mondo delle corse e scommesse

giovedì 28 maggio 2009 16:38
 

di Nigel Tutt

MILANO (Reuters) - L'ippica italiana, una volta in auge, è adesso in crisi, con le scommesse in ribasso e le migliori scuderie che stanno abbandonando il circus. Così il settore ha chiesto l'aiuto del governo.

Le scommesse sull'ippica, sport un tempo finanziato dai maggiori industriali italiani, sono crollate del 16% nel primo trimestre dell'anno, rispetto alla scorsa stagione, in un mercato italiano delle scommesse che si aggira sui 50 miliardi di euro.

Le tribune sono quasi sempre vuote, anche in ippodromi storici come San Siro a Milano, e il pubblico è in calo del 20%, nei primi quattro mesi dell'anno, stando ai dati del settore.

I rappresentanti del settore hanno lamentato, come motivi della crisi, l'eccessivo numero delle piste, le scuderie in crisi, la qualità dei cavalli ormai in ribasso e l'età degli scommettitori,

"Non ci sono più i grandi proprietari di cavalli come c'erano un tempo. Venti o trent'anni fa, avere un cavallo vincente era uno status symbol", ha detto Giovanni Fava, portavoce della Snai, la più importante compagnia italiana di corse ippiche.

"Ora, chi ha intenzione di investire nello sport, lo fa nel calcio o nella Formula Uno".

Un simbolo della crisi è Gladiatorus, cavallo allenato, un tempo, in Italia. Dopo una brillante carriera per due anni in Italia, Gladiatorus è stato acquistato dallo sceicco Mansoor bin Mohammed al Maktoum e portato negli Emirati Arabi, dove ha vinto la corsa Dubai Duty Free, con in palio 5 milioni di dollari, all'inizio dell'anno.

Tra i fantini che hanno cercato fortuna altrove, anche Frankie Dettori, che ha cominciato in Italia ma si è presto spostato in Gran Bretagna. Ha fatto ritorno in Italia questo mese, vincendo il Derby di Roma, la corsa con il premio più ricco (814 mila euro), in sella a Mastery.   Continua...

 
<p>Ippica, in crisi mondo delle corse e scommesse. REUTERS/Victor Fraile</p>