26 maggio 2009 / 14:18 / 8 anni fa

Leader europei combattono apatia per elezione Parlamento

<p>Il presidente del Parlamento europeo, Hans-Gert Poettering.Kacper Pempel(POLAND POLITICS)</p>

di Timothy Heritage

BRUXELLES (Reuters) - I leader dell'Unione europea stanno cercando di evitare una bassa affluenza alle elezioni del Parlamento europeo, che potrebbe favorire i partiti più estremisti mettendo in dubbio la legittimità dell'assemblea.

Da un sondaggio d'opinione condotto il mese scorso è emerso che solo il 34% degli oltre 375 milioni di aventi diritto al voto ha intenzione di partecipare alle elezioni del 4-7 giugno, e che pochi sono a conoscenza delle questioni che vi stanno alla base.

Da allora i politici europei stanno cercando di spiegare gli interessi in gioco con campagne elettorali in televisione, alla radio e su internet.

Il presidente del Parlamento, Hans-Gert Poettering, ha inviato in campagna elettorale membri dell'assemblea (Mep) questo mese con lo slogan: "Insieme abbiamo raggiunto molto, adesso dobbiamo cercare di nuovo la fiducia dell'elettorato".

Il suo messaggio si concentra sulla semplice necessità di spiegare perché l'Unione europea e l'Europarlamento sono importanti, come anche l'appello agli elettori diffuso dal presidente della Commissione europea Jose Manuel Barroso.

"Il vostro voto è importante. Perché la vostra scelta contribuirà a formare il corso d'azione dell'Ue dei prossimi cinque anni", ha detto Barroso in un videomessaggio sul suo sito web.

Ma tutto indica che l'affluenza sarà ridotta, cosa che potrebbe favorire i partiti minori minando ulteriormente la fiducia nell'Ue, che rappresenta quasi 500 milioni di persone in 27 paesi.

"Non ho mai visto un simile sforzo per portare la gente alle urne, ma è difficile dire che risultati avrà", ha detto Roland Freudenstein, direttore del Centro per la Politica europea di Bruxelles.

Luc Couturier, imprenditore di 55 anni, ha risposto scrollando le spalle alla domanda sulle sue intenzioni di andare a votare.

"Che differenza fa se non voto? Non cambierà molto se voto o no", ha detto.

RAGIONI DELL'APATIA

Il Parlamento ha ruoli importanti nella formazione delle leggi europee, nell'approvazione del budget dell'Ue e nell'esercizio del controllo democratico sulle sue istituzioni.

Ma ci sono molte ragioni che spiegano il calo dell'affluenza alle urne, dal 62% della prima elezione dell'Europarlamento nel 1979 fino al record minimo del 45,5% all'ultima elezione del 2004.

Molti elettori non avvertono l'impatto diretto sulla propria vita quotidiana di un'assemblea che lavora a Bruxelles e nella città francese di Stasburgo, anche se ha un ruolo nella formazione di leggi su questioni che vanno dall'ambiente alle tariffe di roaming dei telefoni cellulari.

Inoltre il Parlamento è coinvolto nell'approvazione di leggi volte a contrastare la crisi economica globale, ma la risposta dell'Ue alla recessione finanziaria è stata ampiamente criticata.

"La crisi economica è uno degli elementi che spingono le persone a stare a casa", ha detto Thomas Klau, del Consiglio europeo per le Relazioni estere. "La gente si è accorta che l'Ue come organismo unitario non ha risposto alla crisi in modo dinamico".

Pochi elettori comprendono il sistema Ue, in cui il Parlamento condivide il potere con il Consiglio dei ministri e con la Commissione esecutiva, non elegge direttamente il presidente o il governo dell'Ue, e non è caratterizzato dalla tradizionale rivalità tra maggioranza e opposizione.

Il Parlamento europeo ha difficoltà a diffondere il proprio messaggio, perché esistono pochi media o partiti politici paneuropei, e i partiti nazionali sono poco interessati alle elezioni Ue.

La votazione è complicata inoltre dal fatto che molti candidati ai 736 seggi non sono molto conosciuti e la loro campagna si concentra su questioni locali. A complicare ulteriormente il tutto, i poteri dell'assemblea cambieranno se verrà approvato il trattato di riforma dell'Ue di Lisbona.

PARTITI MINORI

Molti analisti sostengono che un'affluenza scarsa favorirebbe partiti minori, tra cui quelli nazionalisti e le forze ostili all'Ue, come il Partito nazionale britannico e il Partito per l'Indipendenza del Regno Unito.

Per alcuni governi questo potrebbe essere un duro colpo. Il primo ministro britannico Gordon Brown, che sta affrontando tumulti per le spese dei parlamentari nazionali, potrebbe ricevere ulteriori pressioni per la sostituzione di personale o addirittura trovarsi costretto a dare le dimissioni se il suo Partito Labourista andrà male alle elezioni.

Ma non ci si aspetta che le punte estremiste oscurino i partiti principali nel Parlamento che risulterà dalle prossime elezioni, né che abbiano la forza sufficiente ad impedire l'approvazione di leggi fondamentali o a modificare la legislazione.

Una bassa affluenza potrebbe sollevare inoltre questioni sulla legittimità del Parlamento stesso, e potrebbe essere letta come una mancanza di fiducia nell'Ue. Ma gli esperti sottolineano che negli Stati Uniti una bassa affluenza alle urne non mina la legittimità di un presidente e citano sondaggi d'opinione secondo cui gli europei hanno ancora fiducia nell'Ue.

"La gente crede che l'Ue sia una buona cosa e che votare sia uno strumento efficace per promuovere l'integrazione, ma c'è ancora una scarsa intenzione di votare. Possiamo solo convivere con questo dato di fatto", ha detto Freudenstein.

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