Canada, anche le prostitute si stanno preparando alle Olimpiadi

giovedì 21 maggio 2009 13:55
 

NEW YORK (Reuters) - Atleti, allenatori e organizzatori non sono gli unici a prepararsi per le Olimpiadi invernali che si terranno l'anno prossimo a Vancouver: anche le prostitute della città si stanno allenando.

Un'agenzia canadese che fornisce servizi a supporto di chi lavora nell'industria del sesso sta preparando un opuscolo e un corso per informare le prostitute circa i loro diritti e il modo di trattare con i media internazionali che arriveranno in città per seguire i giochi olimpici invernali dal 12 al 28 febbraio.

"Quello che offriamo è uno strumento di supporto", ha detto Natasia Wright, della Prostitution Alternatives Counselling and Education Society (Pace).

"Intendiamo mettere insieme per i nostri membri un opuscolo che parli dei loro diritti nei confronti dei media in preparazione delle Olimpiadi", ha aggiunto in un'intervista telefonica.

La brochure conterrà informazioni e linee guida su come gestire le richieste di farsi scattare fotografie e sottoporsi a interviste. E sarà accompagnata da un dibattito, continua la Pace, che ha sede a Vancouver.

Le prostitute riceveranno informazioni su dove possono farsi fotografare, come affrontare l'aggressività dei media, e sul fatto che possono rifiutare un'intervista, o chiedere di vedere prima le domande se invece accettano, spiega Wright.

L'agenzia, che entra in contatto ogni mese con circa 60-100 lavoratori dell'industria del sesso, vuole che le prostitute si sentano al sicuro, e non intimidite, e spera che questo strumento possa essere un modello seguito da altre città e organizzazioni.

"Tutti dovrebbero essere consapevoli dei propri diritti nei confronti dei media, ed è giusto che chi non lo è venga informato", ha detto Wright, aggiungendo che in passato è capitato che i media ponessero domande impertinenti alle prostitute e le trattassero in modo maleducato e aggressivo.

Pace aveva fornito un servizio simile, in collaborazione con la polizia di Vancouver e altre organizzazioni nel 2007, prima dell'inizio del processo a Robert Pickton, un allevatore di maiali canadese condannato per l'omicidio di sei donne.

"E' stato accolto positivamente dai nostri iscritti", ha detto Wright, "... perché si trattava di un loro problema quotidiano a cui noi abbiamo dato una soluzione".

 
<p>Immagine d'archivio di una prostituta. REUTERS/Dan Riedlhuber DR/NL</p>