May 20, 2009 / 10:00 AM / 8 years ago

"Angeli e Demoni", scienziati spiegano verità su antimateria

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<p>Tom HAnks e Ayelet Zurer a Tokyo per "Angeli e Demoni".Issei Kato (JAPAN ENTERTAINMENT)</p>

di Julie Steenhuysen

CHICAGO (Reuters) - "Angeli e Demoni", versione cinematografica uscita da poco del celebre thriller di Dan Brown, ruota attorno ad un complotto volto a distruggere il Vaticano con una piccola quantità di antimateria sottratta al laboratorio europeo di fisica delle particelle Cern, l'acceleratore di particelle più grande al mondo.

Alcuni dei fisici delle particelle più competenti hanno cercato ieri di distinguere tra finzione e realtà sull'antimateria, e hanno parlato dei veri obiettivi della loro ricerca al Cern: svelare il segreto sull'origine dell'universo.

"Gli atomi di antimateria esistono, ma crearli è molto difficile", ha detto Rolf-Dieter Heuer, direttore generale del Cern (Consiglio europeo per la ricerca nucleare), in un'intervista telefonica.

Le particelle di antimateria sono particelle subatomiche e immagini speculari della materia, ha aggiunto Boris Kayser del Laboratorio dell'Acceleratore Nazionale Fermi, a Batavia in Illinois, e presidente della divisione di Fisica delle particelle alla Società americana di Fisica.

Quando materia e antimateria vengono a contatto, si annientano reciprocamente, e la loro massa si disperde in forma di energia.

Nel libro di Dan Brown, su cui si basa il film della Sony Pictures, un quarto di grammo di antimateria è paragonato alla potenza di 5.000 tonnellate di dinamite, sufficienti a distruggere tutto nel raggio di circa 850 metri.

"La stima è corretta", ha detto Kayser.

Ma è improbabile che l'antimateria possa essere usata in una bomba, hanno aggiunto gli scienziati. "Ci vorrebbero miliardi di anni per produrre la quantità utilizzata nel film", ha spiegato Heuer.

E, sebbene molto allettante, anche l'idea di utilizzare l'antimateria come fonte alternativa di energia è impraticabile, ha detto Kayser. Richiederebbe la produzione e l'immagazzinamento di troppa energia.

Durante il big bang c'erano parti uguali di materia e antimateria nell'universo, ha spiegato Kayser, e scoprire cosa è stato dell'antimateria è uno degli obiettivi principali della ricerca del laboratorio Fermi.

Leon Lederman, direttore emerito del laboratorio Fermi e vincitore nel 1988 del premio Nobel per la Fisica, ha detto che il nuovo Grande Collisore di Adroni (Lhc) è uno strumento creato a tale scopo.

"E' una sorta di ripetizione di quanto avvenuto 400 anni fa quando Galileo inventò il telescopio e lo rivolse verso il cielo facendo scoperte di ogni tipo: le macchie solari, le lune di Giove e l'orbitare di Venere intorno al sole", ha detto Lederman.

Si spera che il collisore Lhc, una camera sotterranea di 27 km sul confine tra la Svizzera e la Francia, possa confermare l'esistenza del Bosone di Higgs, definito da Lederman in un libro come "la particella di Dio", che potrebbe contribuire a spiegare il fatto che la materia abbia una massa.

"La particella di Dio ... potrebbe fornire una spiegazione alla scomparsa dell'antimateria nell'universo", ha detto Lederman.

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