Cannes, Johnny Hallyday in cerca di "Vendetta"

domenica 17 maggio 2009 18:21
 

di Wilfrid Exbrayat

CANNES (Reuters) - "Vendetta", quarto dei cinque film asiatici in gara, proiettato oggi a Cannes, non rinnega l'influenza del cineasta Jean-Pierre Melville e consente di avvicinare due modi di fare cinema del tutto diversi, secondo il suo regista.

Il titolo riassume perfettamente il film del regista di Hong Kong Johnnie To. Costello (Johnny Hallyday) arriva a Macao per vendicare la figlia (Sylvie Testud), unica a salvarsi dal massacro ordinato da un capo delle Triadi di Hong Kong. Tre malavitosi lo aiuteranno.

Su questo canovaccio Johnnie To, già ospite quattro volte a Cannes (una sola in gara con "Election" nel 2005) tesse una storia di amicizia e fedeltà, costellata di sparatorie frenetiche.

"Vendetta" parla anche di memoria, perché nel cervello di Costello c'è un proiettile di revolver che gli sta facendo progressivamente perdere i ricordi.

Il ruolo interpretato da Johnny Halliday era stato proposto in origine a Alain Delon, che ha però rifiutato. Delon ha spesso lavorato con Melville, e in particolare in "Le cercle rouge" ("I senza nome"), di cui Johnnie To sperava di fare un remake con Johnny Hallyday nella parte che fu di Yves Montand.

"C'è certamente una passione comune, per Johnnie To come per me, per Jean-Pierre Melville, per una certa forma di cinema, quella del poliziesco noir", ha spiegato oggi Johnny Hallyday in conferenza stampa. "Ma questo film non è una copia di un buon Melville, è un film di Johnnie To e per un attore è formidabile di poter lavorare con un regista come Johnnie To.

"Penso che questo film trasmetta al pubblico tutta un'atmosfera corrispondente a quella dei film di Melville", ha detto da parte sua il regista cinese.

E poi, ha aggiunto Johnnie To, "girare 'Vendetta' mi ha permesso di capire meglio il modo in cui si percepisce il cinema al di fuori di Hong Kong, e in particolare in Europa".

Hallyday non è per nulla nuovo al cinema. Ha già girato film negli anni 60. E' stato anche a Cannes nel 1985 con "Détective", un film di Jean-Luc Godard.

L'attore-cantante trova del resto delle similitudini tra Godard e To, almeno per il metodo. "Il modo di lavorare di Johnnie To mi ha ricordato un po' quello di Jean-Luc Godard. Mi dava due pagine ogni mattino e non si conosceva il copione", racconta. "Johnnie To mi ha dato una sceneggiatura ma che è un bel po' cambiato nel corso della lavorazione e so che la maggior parte degli attori non avevano il copione e recitavano giorno per giorno".