Cannes, successo per thriller carcerario "Un Profeta"

sabato 16 maggio 2009 16:28
 

di James Mackenzie

CANNES, Francia (Reuters) - Il regista francese Jacques Audiard ha riscosso successo oggi al festival del cinema di Cannes col suo coraggioso e realistico thriller carcerario intitolato "Un Profeta"

Il film racconta la graduale ascesa di un giovane carcerato e offre una visione spietata della vita nel sistema carcerario francese, le cui pessime condizioni hanno provocato nelle ultime settimane un'ondata di proteste di piazza dei secondini.

Comunque Audiard, che ha al suo attivo film come "De battre mon coeur s'est arrete" (Il mio cuore ha smesso di battere) ha detto che voleva girare un thriller, non un documentario sociale o attaccare il sistema carcerario francese.

"Quel che m'interessava era assumere il carcere a metafora della società", ha detto il regista alla conferenza stampa, dopo che il film ha raccolto molti applausi all'anteprima.

"Ma non mi interessava denunciare alcunché, cosa che mi avrebbe portato da un'altra parte. Volevo davvero fare un film di genere con attori che non erano noti... qualcosa come 'Liberty Valence' senza John Wayne".

"Un Profeta", primo film francese in competizione quest'anno, racconta la storia di Malik El Djebena, un 19enne analfabeta e senzacasa alla merce di una gang corsa che controlla il carcere dove è stata recluso.

Passando dal francese al corso all'arabo, il film segue Malik - interpretato dall'esordiente Tahar Rahim - che si interpone nella lotta tra la gang dei corsi vecchia maniera e i rivali musulmani, sempre più forti.

Girato su un set nei dintorni di Parigi, cerca di evitare i cliché di tanti film carcerari obbedendo allo stesso tempo alle convenzioni di un genere popolare in Francia fin da Victor Hugo, nel XIX secolo.

Sebbene Audiard abbia detto non intendesse fare un'analisi sociologica o culturale, il suo film tocca diversi temi che hanno avuto vasta attenzione in Francia, tra cui le tensioni associate agli immigrati poveri musulmani.