May 14, 2009 / 3:55 PM / 8 years ago

Cannes, il regista Lou affronta il rischio censura in Cina

3 IN. DI LETTURA

<p>Regista Lou Ye posa per una foto al 62esimo festival di Cannes.Christian Hartmann (FRANCE ENTERTAINMENT)</p>

Di James Mackenzie

CANNES (Reuters) - Il regista cinese Lou Ye ha ridimensionato le preoccupazioni circa eventuali problemi con le autorità cinesi, dopo la proiezione del suo nuovo film "Spring Fever" al festival di Cannes.

Il film, un dramma che tratta il tema dell'omosessualità, è stata girato in segreto dopo che i funzionari hanno vietato a Lou, per cinque anni, di produrre film, dopo il suo ultimo lavoro, "Summer Palace".

Quel film, proiettato a Cannes nel 2006, parlava della protesta repressa nel sangue a piazza Tienanmnen nel 1989, garantendo a Lou un successo mondiale ma costandogli anche l'ostracismo da parte del mondo del cinema cinese.

Ma a margine dell'anteprima per la stampa di "Spring Fever", Lou ha ridimensionato le polemiche intorno ai suoi lavori e anche i problemi con la potente Chinese Film Office.

"Spero di essere l'ultimo regista ad essere messo al bando in Cina", ha detto Lou, protagonista di una serie di scontri con le autorità di Pechino relativi a film diretti precedentemente, come "Suzhou River".

"Penso e spero che non succeda nulla quando tornerò in Cina. Io sono solo un regista. Non bisogna avere paura del cinema, questo è quello che ripeto a me stesso. In ogni caso, ora non penso al futuro, penso solo al presente", ha detto Lou.

Storia D'amore

Girato utilizzando videocamere a mano, "Spring Fever" racconta la storia di una donna che ingaggia un investigatore privato per spiare il marito, coinvolto in una storia d'amore omosessuale, e sull'esplosione ossessiva che caratterizza le vicende seguenti.

Lou ha detto che il film è più una storia d'amore che una storia di omosessualità, vista in Cina con grande disapprovazione sia dallo stato che dalla società in generale.

Il boom della pirateria farà sì che questo film venga visto anche a dispetto della censura statale, una situazione che Lou ha giudicato con filosofia.

"Non sono favorevole alla pirateria. Non mi piace. Ma il fatto che il pubblico cinese possa vedere il film solo in questo modo, è un pochino assurdo", ha concluso il regista.

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