La crisi? Un'opportunità, come insegna Fiat, dice guru Toskich

mercoledì 13 maggio 2009 11:14
 

di Roberto Bonzio

MILANO (Reuters) - Le iniziative internazionali di Fiat lo confermano: i tempi di crisi sono tempi di opportunità. Per chi sa agire e reagire tempestivamente. Non più "pesce grosso mangia pesce piccolo" ma "pesce veloce mangia pesce lento". Sfruttando magari un patrimonio culturale e di fascino che in Italia non manca ed è la vera ricchezza sul mercato, dice un guru della comunicazione e della formazione manageriale.

"L'esempio è General Motors, che era un pesce grosso. Ma (l'amministratore delegato di Fiat Sergio) Marchionne si è mosso prima e più velocemente... il mercato per definizione fisiologica è una gara in cui si corre. E quando arriva la crisi, chi corre veloce vince, mentre i lenti ci lasciano", dice a Reuters Beau Toskich, americano trapiantato da anni in Italia, esperto di comunicazione commerciale competitiva.

La crisi offre delle occasioni preziose, dice Toskich. Ricordando le parole di Rahm Emanuel, portavoce del presidente Usa Barak Obama: "Mai sprecare una crisi seria... dà l'opportunità di fare cose che non avresti potuto fare prima".

"E' quello che ha percepito e fatto Marchionne", dice il guru, in scena domani giovedì alla Scuola di Management dell'Università degli Studi di Torino, con una conferenza a cura di Infor, dal titolo "Brand me, per staccarti dal mucchio" sull'importanza di sapersi distinguere e caratterizzare nel mercato.

"Il cliente non compra ma sceglie, dunque è importante sapersi caratterizzare. Più affollato è il mercato, più è chiaro che 'oscuro non è sicuro'", dice Toskich, che ai manager italiani ripete spesso: "Ricordatevi che non siete l'unico benzinaio in città".

"PESCI VELOCI"

Mentre sapersi distinguere in questi momenti è ancora più importante, in genere, di fronte a un "mercato tirchio" per istinto di sopravvivenza le aziende tentano invece di ridurre i costi e tagliare le spese. Ma gli sconti "riducono il margine e uccidono te", dice il guru, insistendo sul fatto che la strada giusta è invece quella di essere aperti, veloci e brillanti, con soluzioni non "anch'io" ma "solo io".

Da questi principi, spiega il guru, nasce l'idea di "Brand me". Brand non come marca grande ma come "lavoro che una marca grande fa nella mente del cliente".   Continua...

 
<p>Sergio Marchionne, amministratore delegato Fiat. REUTERS</p>