11 maggio 2009 / 10:58 / 8 anni fa

Iran, liberata la giornalista accusata di spionaggio

<p>Roxana Saberi. REUTERS/Stringer</p>

TEHERAN (Reuters) - La giornalista di origine Usa Roxana Saberi è uscita oggi dal carcere dopo che la corte d‘appello iraniana ha ridotto la sua condanna per spionaggio da otto anni di reclusione a due anni con la condizionale.

Il suo rilascio risolve un caso che ha ulteriormente complicato le relazioni tra Stati Uniti e Iran, proprio nel momento in cui il presidente Usa Barack Obama sta cercando di migliorare i rapporti con Teheran dopo 30 anni di fraintedimenti reciproci.

La segretario di Stato Usa Hillary Clinton ha detto che Washington è rincuorata dalla notizia, anche se obietta ancora per la condanna di spionaggio contro Saberi.

“Attualmente si trova con la sua famiglia e lascerà Teheran per fare ritorno negli Stati Uniti nei prossimi giorni”, ha detto ai giornalisti a Washington Clinton.

Saberi, che ha doppia cittadinanza americana e iraniana e che si è trasferita in Iran sei anni fa, era stata arrestata a gennaio perché lavorava nel paese nonostante fossero scadute le sue credenziali come giornalista. Più tardi è stata accusata di spionaggio, reato che prevede la pena di morte, e condannata lo scorso 18 aprile.

Gli Stati Uniti avevano spiegato che le accuse di spionaggio sono senza fondamento e avevano chiesto il suo immediato rilascio. Teheran non riconosce la doppia cittadinanza e nell‘occasione rispose a Washington di non interferire.

I due paesi sono già in stallo su una dura disputa per il programma nucleare iraniano, che l‘Occidente teme sia destinato a creare armi.

“ISLAMIC KINDNESS”

La 32enne giornalista freelance è uscita dal carcere Evin di Teheran, dove secondo i gruppi per i diritti umani vengono solitamente detenuti i prigionieri politici.

“Sono molto soddisfatto e felice della sentenza. Ci aspettavamo la sua liberazione, ma non così presto”, ha detto il padre della donna, Reza, 68 anni, che si trasferì negli Stati Uniti nei primi anni 70.

“Roxana sta bene e resterà a casa di parenti stanotte. La data esatta della nostra partenza non è chiara ma siamo pronti per il nostro viaggio in America”, ha aggiunto l‘uomo.

Uno degli avvocati difensori della Saberi, Saleh Nikbakht, ha detto all‘agenzia di stampa Isna che il tribunale l‘ha assolta per lo spionaggio ma l‘ha condannata per reati che includono scattare foto e girare video in zone vietate.

La donna non potrà fare reportage in Iran per cinque anni, ha aggiunto un altro suo legale, Abdolsamad Khorramshahi.

Il portavoce della procura Alireza Jamshidi ha spiegato alla tv di stato che Saberi, che ha lavorato per la Bbc e la National Public Radio Usa, ha confessato e si è scusata. “Così il tribunale ha ridotto la sua pena”.

Reporters Sans frontiers ha accolto con favore la notizia del rilascio della giornalista.

“La decisione di liberarla può essere usata come precedente legale per altri giornalisti attualmente detenuti in Iran”, ha detto l‘associazione che ha sede a Parigi, aggiungendo che sono 14 i giornalisti e blogger in carcere.

L‘Iran nega di osteggiare i dissidenti: il governo ha detto che le critiche costruttive sono benvenute e che si attiene ai principi della libertà di parola.

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