10 maggio 2009 / 08:40 / 8 anni fa

Reporter Usa in carcere in Iran, avvocato ottimista

<p>La giornalista americana-iraniana Roxana Saberi in una foto d'archivio.Stringer</p>

di Hossein Jaseb e Fredrik Dahl

TEHERAN (Reuters) - Si è svolta oggi in un tribunale iraniano l'udienza per l'appello presentato dalla giornalista iraniano-americana Roxana Saberi contro la condanna a suo carico a otto anni di carcere per spionaggio, e il suo avvocato si è detto ottimista sulla sua "sostanziale" riduzione.

L'avvocato della reporter, in carcere a Teheran, Abdolsamad Khorramshahi ha spiegato che la corte d'appello ha concluso l'udienza e che potrebbe emettere il verdetto nei prossimi giorni.

Saberi è stata condannata lo scorso 18 aprile con l'accusa di essere una spia al soldo degli Stati Uniti, acerrimo nemico dell'Iran.

L'avvocato della giornalista 32enne ha detto di aver chiesto la liberazione dietro cauzione per Saberi -- apparsa magra e provata -- dicendo che la corte deve ancora pronunciarsi su questa richiesta.

Reporter senza frontiere ha detto che l'arresto di Saberi rappresenta un monito per i giornalisti stranieri che lavorano in Iran alla vigilia delle elezioni di giugno.

La vicenda è destinata a complicare i rapporti tra Washington e Teheran dopo gli sforzi degli Usa per una riconciliazione.

"L'udienza di oggi si è svolta in buone condizioni e io e il mio collega... abbiamo avuto tempo a sufficienza per difendere la nostra cliente", ha detto Khorramshahi ai giornalisti.

Anche a Saberi è stata data "un'opportunità sufficiente" per difendersi.

"Sono fiducioso che ci saranno cambiamenti significativi nella sentenza", ha detto dopo aver precisato di aspettarsi una "sostanziale" riduzione della pena.

Il padre di Saberi, Reza non è potuto entrare per seguire il procedimento. La scorsa settimana, ha detto che Roxana aveva iniziato uno sciopero della fame nel carcere di Evin a Teheran e che era "molto debole". Le autorità hanno negato che la donna abbia rifiutato il cibo e hanno detto che è in buona salute.

Saberi, cittadina sia di Usa che di Iran, è stata arrestata lo scorso gennaio per aver lavorato nel Paese islamico dopo che le autorizzazioni giornalistiche erano scadute. Successivamente è stata accusata di spionaggio.

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