6 maggio 2009 / 11:10 / tra 8 anni

Sanità poco "umana", crescono denunce su negligenze

<p>Sanit&agrave; poco "umana", crescono denunce su negligenze. REUTERS/James Pomfret</p>

di Massimiliano Di Giorgio

ROMA (Reuters) - E’ una sanità poco “garbata” e troppo diversa da regione a regione, su cui pesano i sospetti di molti cittadini-pazienti per presunti errori medici, quella che viene fuori dal Rapporto annuale sulla salute in Italia presentato oggi dalla ong Cittadinanzattiva.

E nel documento, realizzato sulla base di oltre 25mila segnalazioni raccolte nel 2008, emerge anche una “carenza di umanizzazione” da parte di pediatri e medici generalisti, cioè coloro che sono di solito a più stretto contatto con i pazienti.

E’ la “malpractice”, la negligenza professionale, il principale oggetto delle segnalazioni raccolte nel 2008, come del resto negli anni precedenti. Il 18% dei cittadini che hanno preso contatto o con il centralino del Pit salute di Cittadinanzattiva o con le sedi locali del Tribunale dei diritti del malato hanno segnalato infatti “presunti errori medici o diagnostici”, soprattutto nel caso di interventi chirurgici, anche se poi solo un quinto delle persone che hanno presentato un reclamo hanno chiesto poi una consulenza medico-legale in vista di una possibile azione legale.

Altro tema caldo del rapporto, l‘invalidità civile, con un numero di segnalazioni in crescita rispetto al 2007, soprattutto per i problemi e i ritardi nelle procedure di riconoscimento.

Ma numerose persone segnalano anche la mancata applicazione di una legge, la numero 80 del 2006, secondo cui “tutte le persone affette da patologie o menomazioni destinate ad aggravarsi o stabilizzate, e indicate in un apposito elenco” non devono più essere sottoposte a visite periodiche per l‘eventuale “rivedibilità”.

Secondo il rapporto, continuano a pesare le lunghe liste di attesa, soprattutto nelle regioni del sud , ma anche nelle Marche, in Liguria, in Lombardia. Aumentano i tempi per gli interventi, e per gli esami diagnostici, e Cittadinanza ha registrato attese massime da record, come 720 giorni per un ecocolordoppler o i 420 per una mammografia, o i 1.080 giorni per una protesi di ginocchio, anca o seno.

“MAGGIOR GARBO VERSO I PAZIENTI”

Ma quello che emerge dal rapporto 2009, scrive l‘ong che si occupa di diritti dei cittadini, degli utenti e dei pazienti, “è che i cittadini si sentono troppo spesso presi poco in considerazione, ascoltati con disattenzione o trattati con mancanza di rispetto, con l‘effetto di vedersi abbandonati e lasciati a loro stessi”.

Francesca Moccia, coordinatrice nazionale del Tribunale per i diritti del malato, commenta: “Questo fenomeno assume dimensioni rilevanti quando si affronta il tema dei sospetti errori nella pratica medica e assistenziale, che pur confermandosi come prima voce nelle segnalazioni che ci giungono dai cittadini, in maniera crescente sono frutto di un pessimo rapporto tra cittadini e personale sanitario e di una cattiva comunicazione”.

Il rapporto segnala dunque “l‘esigenza di maggior garbo ed interesse nei confronti dei pazienti”.

Nel caso dei pediatri, per esempio, il 31,8% delle segnalazioni (il doppio rispetto al 2007) riguarda il comportamento dei medici, che sembra generare mancanza di fiducia da parte dei genitori dei piccoli pazienti, mentre cresce anche la protesta contro indisponibilità e irreperibilità.

Ma lo studio di Cittadinanzattiva segnala anche “la differenza tra i sistemi sanitari regionali”, non solo per le carenze storiche di alcune regioni, in particolari quelle meridionali, o per l‘impatto dei piani di rientro finanziari, “ma per la crescente capacità e volontà delle amministrazioni regionali di assumere sempre di più iniziative autonome, tali da creare delle sanità diverse da ogni punto di vista”, dai ticket ai modelli di gestione delle risorse e dei servizi.

Una sorta di “federalismo sanitario”, insomma, che per l‘ong sembra avere risvolti soprattutto negativi perché aumenta le differenze tra i pazienti.

“Ormai ci rimane solo una strada per rendere omogenei i sistemi sanitari regionali... quella giudiziaria”, dice Moccia. “Punteremo sulla Corte Costituzionale, che si sta occupando dell‘eccesso di disparità tra le regioni”.

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