Incidenti stradali uccidono più della malaria, dice studio

martedì 5 maggio 2009 18:09
 

Di Daniel Flynn

ROMA (Reuters) - Ogni anno, nei paesi in via di sviluppo, muoiono più persone a causa degli incidenti stradali che della malaria. Lo riporta una ricerca pubblicata oggi, che sottolinea come il problema della sicurezza stradale sia ignorato dalle istituzioni internazionali.

Lo studio, intitolato, "Rendere le strade sicure: dieci anni di misure per la sicurezza stradale", ha concluso che 300 milioni di dollari, spesi a livello mondiale per migliorare la condizione delle strade e aumentare il numero di poliziotti, potrebbero salvare cinque milioni di vite tra il 2010 e il 2020.

Al momento, a causa di incidenti stradali, muoiono 1,3 milioni di persone, la maggior parte delle quali nei paesi a basso reddito. Questo dato è destinato a salire a 1,9 milioni entro il 2020.

"Le organizzazioni umanitarie, quelle non governative, le fondazioni filantropiche, così come le istituzioni internazionali continuano a sottovalutare o a ignorare questo tipo di problema, che è in continua crescita", si legge nel rapporto, che stima il costo di questi incidenti nei paesi in via di sviluppo in 100 miliardi di dollari l'anno, l'equivalente di tutti gli aiuti umanitari delle nazioni facenti parte dell'Ocse.

La Commissione per la Sicurezza sulle Strade, fondata dalla Federazione Internazionale dell'Automobile, che è a capo della Formula Uno, ha presentato il rapporto a Roma, alla presenza del pilota della Ferrari Felipe Massa, invocando una campagna Onu che porti alla riduzione del numero dei morti, facendolo scendere sotto il milione entro il 2020.

"Facendo piccoli miglioramenti, possiamo salvare molte vite", ha detto Massa a Reuters, citando come motivo di pericoli la guida in stato di ebbrezza e le condizioni precarie di molte macchine datate.

"L'eccesso di velocità è certamente un tema importante. Il mio lavoro consiste nell'andare veloce, ma solo sui circuiti", ha detto il pilota brasiliano.

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<p>Immagine d'archivio. REUTERS/Daniel LeClair (GUATEMALA)</p>