Nuova influenza, in Messico si ricomincia a respirare

lunedì 4 maggio 2009 16:47
 

di Alistair Bell

CITTA' DEL MESSICO (Reuters) - Uffici e attività economiche sono rimasti chiusi oggi in Messico per cercare di impedire la diffusione di un nuovo ceppo mortale di influenza, mentre le autorità dicono che la battaglia contro il virus si sta vincendo, con una netta diminuzione di nuovi casi.

Al di fuori del Messico, comunque, il numero di casi confermati continua a crescere, e le autorità affermano che ci vorrà tempo per confermare quanto sia dannoso e contagioso il virus.

I casi di influenza H1N1 confermati oggi dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) hanno raggiunto il numero di 1.003 in 20 Paesi, come ha dichiarato Margaret Chan, capo dell'agenzia Onu.

Rivolgendosi all'Assemblea generale dell'Onu in videoconferenza da Ginevra, Chan ha però aggiunto che non ci sono "indicazioni che siamo alle prese con una situazione simile a quella del 1918", quando una pandemia provocò decine di milioni di vittime.

Il ministro della Salute messicano ha annunciato ieri che l'epidemia di febbre ha superato la fase peggiore e gli esperti affermano che il virus potrebbe non essere più grave della normale influenza, sebbene esso possa avere ancora un impatto sulla salute mondiale e se ne attenda la diffusione in un numero maggiore di paesi.

"Il virus è entrato in una fase di stabilizzazione. I casi stanno iniziando a decrescere", ha detto il presidente messicano Felipe Calderon, aggiungendo che il Messico inizierà a tornare alla normalità questa settimana dopo la prolungata chiusura di ristoranti, uffici, cinema e perfino chiese per cercare di bloccare la diffusione.

"Il nostro obiettivo è di ritornare alla normalità il più presto possibile ma quello che voglio è farlo in condizioni di sicurezza", ha detto Calderon in un'intervista trasmessa alla tv ieri sera.

Dopo giorni di allarme che hanno tenuto le strade stranamente calme, la situazione a Città del Messico sembra essere meno tesa, e alcune persone sono uscite in bici o a correre. In molti non portano più la mascherina chirurgica che la scorsa settimana era divenuta quasi obbligatoria.   Continua...

 
<p>Immagine d'archivio. REUTERS/Pilar Olivares(PERU HEALTH)</p>