4 maggio 2009 / 08:23 / tra 8 anni

Nuova influenza, in Messico si ricomincia a respirare

<p>Immagine d'archivio. REUTERS/Pilar Olivares(PERU HEALTH)</p>

di Alistair Bell

CITTA’ DEL MESSICO (Reuters) - Uffici e attività economiche sono rimasti chiusi oggi in Messico per cercare di impedire la diffusione di un nuovo ceppo mortale di influenza, mentre le autorità dicono che la battaglia contro il virus si sta vincendo, con una netta diminuzione di nuovi casi.

Al di fuori del Messico, comunque, il numero di casi confermati continua a crescere, e le autorità affermano che ci vorrà tempo per confermare quanto sia dannoso e contagioso il virus.

I casi di influenza H1N1 confermati oggi dall‘Organizzazione mondiale della sanità (Oms) hanno raggiunto il numero di 1.003 in 20 Paesi, come ha dichiarato Margaret Chan, capo dell‘agenzia Onu.

Rivolgendosi all‘Assemblea generale dell‘Onu in videoconferenza da Ginevra, Chan ha però aggiunto che non ci sono “indicazioni che siamo alle prese con una situazione simile a quella del 1918”, quando una pandemia provocò decine di milioni di vittime.

Il ministro della Salute messicano ha annunciato ieri che l‘epidemia di febbre ha superato la fase peggiore e gli esperti affermano che il virus potrebbe non essere più grave della normale influenza, sebbene esso possa avere ancora un impatto sulla salute mondiale e se ne attenda la diffusione in un numero maggiore di paesi.

“Il virus è entrato in una fase di stabilizzazione. I casi stanno iniziando a decrescere”, ha detto il presidente messicano Felipe Calderon, aggiungendo che il Messico inizierà a tornare alla normalità questa settimana dopo la prolungata chiusura di ristoranti, uffici, cinema e perfino chiese per cercare di bloccare la diffusione.

“Il nostro obiettivo è di ritornare alla normalità il più presto possibile ma quello che voglio è farlo in condizioni di sicurezza”, ha detto Calderon in un‘intervista trasmessa alla tv ieri sera.

Dopo giorni di allarme che hanno tenuto le strade stranamente calme, la situazione a Città del Messico sembra essere meno tesa, e alcune persone sono uscite in bici o a correre. In molti non portano più la mascherina chirurgica che la scorsa settimana era divenuta quasi obbligatoria.

I test di laboratorio hanno confermato 590 casi sicuri di virus in Messico, con 25 morti.

In Turchia, il portavoce di un ospedale ha negato che uno dei pazienti sia morto per la nuova influenza. La tv Cnn Turk aveva annunciato in precedenza che un paziente era morto di influenza suina all‘ospedale di Akdeniz, nel sud del Paese.

Finora, l‘unico decesso confermato fuori dal Messico è stato quello di un bimbo messicano in visita coi suoi genitori negli Usa.

L‘INFLUENZA SI DIFFONDE NEGLI USA

Negli Stati Uniti, l‘influenza si è diffusa in 30 stati e ha contagiato 226 persone, secondo i dati diffusi dai centri Usa per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc). Il virus sembra colpire soprattutto le persone più giovani, con pochissimi casi tra coloro che hanno oltre 50 anni.

Il direttore facente funzioni dei Cdc Richard Besser ha detto che ci sono “segnali incoraggianti” che la nuova influenza non sia più grave di una stagionale, ma si aspetta ancora che abbia un impatto significativo sulla salute pubblica.

Il governo Usa spera che un vaccino per la nuova variante influenzale sia pronto per l‘autunno.

L‘Oms ha detto che il livello di sorveglianza sull‘influenza deve essere aumentato sia tra gli umani che tra gli animali e che l‘ultimo virus H1N1 è stato rinvenuto in maiali contagiati in Canada. Un viaggiatore ha portato il virus dal Messico in Canada e ha contagiato la sua famiglia e un allevamento di maiali.

Intanto, la decisione delle autorità cinesi di confinare i cittadini messicani in hotel e altri luoghi, anche se non sono malati, ha provocato un conflitto diplomatico col Messico. Un funzionario diplomatico messicano in Cina ha detto che le autorità cinesi hanno posto in quarantena oltre 70 tra turisti e uomini e donne d‘affari, dopo che alcuni hanno manifestato i sintomi dell‘influenza.

La Cina ha negato che si tratti di un atto discriminatorio: “Le misure in questione non sono dirette ai cittadini messicani e non c’è discriminazione”, ha detto un portavoce del ministero degli Esteri in un comunicato.

La polemica sulla quarantena colpisce quelle che finora erano relazioni piuttosto amichevoli tra i due Paesi, anche se, con Pechino che corteggia il Messico come partner diplomatico e commerciale (attualmente è il secondo in America Latina, dopo il Brasile), è probabile che non ci siano conseguenze serie.

Il commercio e il turismo in Asia potrebbero essere colpiti dall‘epidemia di nuova influenza, ma la lezione già appresa con la Sars nel 2003 fa sì che gli sforzi per contenerne gli effetti siano già importanti. La Sars provocò la morte di oltre 800 persone nel mondo, dopo essere apparsa per la prima volta nel sud della Cina.

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