28 aprile 2009 / 18:05 / tra 8 anni

Fate fiorire le vostre città con il Guerrilla Gardening

di Diana Bin

MILANO (Reuters) - “Siate rivoluzionari: fate fiorire le vostre città”: è questo il messaggio lanciato da Michele Trasi e Andrea Zabiello con il loro libro “Guerrilla Gardening” (Kowalski), nelle librerie italiane dal 23 aprile.

“Il guerrilla gardening -- spiega Zabiello presentando il libro a Milano -- è una sorta di giardinaggio tradizionale, ma fatto in aiuole pubbliche”, e ha l‘obiettivo di “regalare un volto nuovo alle città” spesso degradate.

“Si tratta di un‘attività ai limiti della legalità, perchè si va ad agire sul suolo pubblico”, sottolineano gli autori, entrambi giardinieri, raccontando le loro “azioni” condotte a Milano durante la notte per creare aiuole e spazi verdi per tutti, in zone tra cui Viale Monza e il parcheggio della Darsena sui Navigli.

“Pale, guanti, terriccio, segretezza, sudore, audacia, entusiasmo, pazienza, generosità. Questi sono solo alcuni degli strumenti per diventare un guerrilla gardener”, si legge nell‘introduzione del libro, che si propone di fornire “consigli su come agire”, ma senza imporre regole ferree o orientamenti ideologici: “il guerrilla gardening non ha capi, non è un club ed è assolutamente indipendente dai colori politici”.

Gli autori, entrambi sotto i 30 anni, hanno spiegato di aver iniziato questa attività per caso, piantando “illegalmente” su suolo pubblico a Segrate due piante rimaste in eccesso da uno dei loro lavori, a cui non erano riusciti a trovare collocazione.

“Poi abbiamo scoperto che esiste un movimento a livello internazionale”. E hanno aperto un sito italiano, www.guerrillagardening.it, ricevendo messaggi da “guerrilla gardener” sparsi in tutta Italia.

“Questo libro è stato scritto perché dal sito arrivavano richieste di persone che non sapevano come muoversi e avevano bisogno di consigli ... Abbiamo pensato di strutturarlo sotto forma di manuale”.

Infatti il volume è diviso in diverse sezioni: la storia del movimento, che nasce negli Stati Uniti negli anni ‘70, una sorta di “manuale operativo” ricco di consigli su come preparare le “azioni”, una guida di giardinaggio di base, e alcune “ricette verdi”, che forniscono idee di aiuole da realizzare.

“Basta pochissimo per cambiare faccia a un angolino di quartiere”, spiegano gli autori illustrando uno dei loro lavori, condotto a otto mani con un impegno di circa mezz‘ora di tempo e 10/15 euro a testa.

“Il guerrilla gardening è un mezzo per migliorare le nostre città e il suo fine ultimo è ... mettere piante dove non ce ne sono”, scrivono gli autori.

E alla fine della presentazione hanno distribuito a tutti delle “flower bomb”: piccoli sacchetti di carta pieni di terra e semi stagionali da immergere nell‘acqua e lanciare dove si vuole per una prima azione volta a dimostrare la propria “sensibilità da rivoluzionario con il pollice verde”.

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