G8 Ambiente diventa G20 e trova accordo su biodiversità

venerdì 24 aprile 2009 11:50
 

di Massimiliano Di Giorgio

SIRACUSA (Reuters) - Dopo tre giorni di negoziati, questa mattina al G8 Ambiente - allargato ad altri 12 Paesi più l'Unione europea - le delegazioni hanno trovato l'accordo sulla "Carta della biodiversità", che punta a frenare la perdita di specie viventi ed ecosistemi nei prossimi anni.

Lo ha confermato oggi Achim Steiner, direttore esecutivo del Programma Ambientale delle Nazioni Unite (Unep), durante una conferenza stampa a Siracusa, dopo che la notizia era stata riferita a Reuters da una fonte a conoscenza del dossier.

Steiner non ha voluto comunque fornire dettagli sulla "Carta", che sarà presentata a fine mattinata, nel corso della conferenza stampa finale.

La "Carta" forse non sarà l'unico documento condiviso che potrebbe uscire dal summit di tre giorni organizzato dall'Italia. Se era escluso in partenza un documento negoziale finale sul cambiamento climatico, e anche un accordo sulla cooperazione tra Grandi Otto, Unione Europea ed economie emergenti per produrre tecnologie a basso impatto di carbonio sembra fuori discussione, ci potrebbe essere un'intesa su un programma di impegni sul legame tra ambiente e salute dei bambini, proposto da Usa e Giappone, dicono fonti del vertice.

Secondo partecipanti e osservatori, comunque, il summit siciliano - di fatto un G20 - rappresenta un passo importante nel processo di confronto tra paesi sviluppati, economie emergenti e paesi in via di sviluppo per cercare di arrivare a fine anno, a Copenhagen, a un accordo internazionale sulla riduzione delle emissioni di GHG (gas a effetto serra), ritenuti i principali responsabili del riscaldamento globale.

Il documento sulla biodiversità - la cui bozza era stata elaborata nelle settimane scorse dalla presidenza italiana - dovrebbe chiamare a un nuovo impegno internazionale per arrestare la scomparsa di specie viventi e la distruzione degli ecosistemi, dopo che gli obiettivi contenuti nel "2010 Biodiversity Target" sembrano ormai difficilmente raggiungibili.

Moltissimi paesi si erano accordati nel 2002 per una "significativa riduzione" nel tasso di scomparsa di biodiversità entro il prossimo anno. Nel febbraio scorso Ahmed Dhoghlaf, segretario esecutivo del segretario Onu sulla Diversità Biologica, aveva ammesso che "il primo gennaio 2010 non saremo pronti a dire che abbiamo significativamente ridotto il tasso di perdita di biodiversità. E che questa è la ragione per cui dobbiamo, oggi considerare seriamente un obiettivo post-2010".

Le difficoltà sull'approvazione della "Carta di Siracusa", su cui c'era pure un ampio consenso di principio, derivavano dalle obiezioni di alcuni paesi, dicono fonti diplomatiche e delle Ong, su singoli aspetti della Carta, giudicati apparentemente troppo impegnativi.   Continua...

 
<p>Una medusa ctenofora. REUTERS/Queensland Museum/Gary Cranitch/Handout</p>