23 aprile 2009 / 17:11 / 8 anni fa

G8 Ambiente cerca accordo su biodiversità

di Massimiliano Di Giorgio e Daniel Flynn

SIRACUSA (Reuters) - I ministri dell'Ambiente del G8 e di altri 13 Paesi riuniti nel vertice di Siracusa stanno cercando questa sera di arrivare a un accordo definitivo su una "Carta della biodiversità" che punta a frenare la perdita di specie viventi ed ecosistemi nei prossimi anni.

E intanto, con l'arrivo oggi di Lisa Jackson, amministratrice dell'Ente per la Protezione dell'Ambiente (Epa) statunitense, cioè la più alta autorità del governo americano sulle questioni ambientali, che ha portato nella città siciliana il "messaggio di speranza" del presidente Barack Obama, è entrato nel vivo anche il confronto su come facilitare i negoziati in vista di un nuovo accordo internazionale per la riduzione delle emissioni a effetto serra.

Gli esperti sono al lavoro da questa mattina per definire gli ultimi dettagli della "Carta di Siracusa della Biodiversità", l'unico documento condiviso che potrebbe uscire dal summit di tre giorni organizzato dall'Italia. Era infatti escluso in partenza - secondo le "guidelines" di preparazione dell'appuntamento - un documento negoziale finale sul cambiamento climatico, e anche un accordo sulla cooperazione tra Grandi Otto, Unione Europea ed economie emergenti per produrre tecnologie a basso impatto di carbonio sembra fuori discussione.

Il documento sulla biodiversità - la cui bozza è stata elaborata nelle settimane scorse dalla presidenza italiana - dovrebbe chiamare a un nuovo impegno internazionale per arrestare la scomparsa di specie viventi e la distruzione degli ecosistemi, dopo che gli obiettivi contenuti nel "2010 Biodiversity Target" sembrano oggi difficilmente raggiungibili.

Gli ambientalisti sperano che nella Carta siracusana, che sostiene l'importanza della salvaguardia della diversità biologica, il tema della biodiversità venga collegato a quello del cambiamento climatico e della necessità di un'economia sostenibile.

Questa sera, Jackson ha espresso "ottimismo" sull'adozione della Carta, mentre il ministro messicano Juan Rafael Elvira-Quesada ha detto che c'è "un alto sostegno" sui principi, anche se bisogna risolvere alcuni dettagli, e che la questione verrà sciolta definitivamente domani mattina.

Ci sono alcuni paesi, infatti, dicono fonti diplomatiche e delle Ong, che pongono problemi su singoli aspetti della Carta, giudicati apparentemente troppo impegnativi.

DA USA MESSAGGIO DI "SPERANZA", MA ANCORA NIENTE IMPEGNI PRECISI

L'americana Jackson oggi ha confermato l'intenzione della Casa Bianca di partecipare alla lotta al cambiamento climatico, che rappresenta una sfida di cui gli Usa "riconoscono completamente la complessità e l'urgenza", ha detto la numero uno dell'Epa in conferenza stampa.

"Porto dal presidente Obama il suo messaggio di speranza, il suo messaggio di cambiamento, il suo messaggio di scopo comune per l'ambiente", ha detto Jackson, riecheggiando le parole-chiave del capo di Stato nero degli Stati Uniti. Ma ai giornalisti ha anche risposto di non avere "notizie" sui negoziati per Copenhagen, dove a dicembre si terrà il Cop 15, con l'obiettivo di varare dal 2012 un nuovo Patto per ridurre le emissioni di GHG (gas a effetto serra).

E la risposta è stata "no news" anche sugli obiettivi di riduzione delle emissioni a effetto serra da parte degli Usa, mentre la Ue ha fissato nel dicembre scorso un target del -20% del riversamento nell'atmosfera di anidride carbonica e altri gas.

Jackson ha comunque confermato l'accordo del presidente Obama all'estensione mondiale del sistema del "cap and trade", cioè del mercato delle emissioni GHG già adottato dalla Ue, e ha assicurato che Washington intende prendere pienamente il suo posto a livello internazionale anche sulle questioni ambientali, dopo "la mancanza di leadership in passato".

E la responsabile dell'Epa ha anche assicurato che il presidente "condivide il senso d'urgenza con coloro che dicono che c'è poco tempo" per combattere il riscaldamento globale e che i consumatori americani sono pronti a sostenere la svolta.

Nei giorni scorsi l'Epa ha riconosciuto ufficialmente i gas a effetto serra come un pericolo per la salute umana, aprendo la strada a una regolamentazione delle emissioni di CO2 e degli altri gas responsabili del riscaldamento globale.

E ora l'attesa è che gli Stati Uniti, con una svolta completa rispetto all'amministrazione Bush, partecipino ai negoziati internazionali assumendo impegni precisi e spingendo anche le grandi economie emergenti (in particolare Cina e India) a fare altrettanto.

"SIRACUSA IMPORTANTE PER IL DIALOGO"

Il commissario europeo all'Ambiente Stavros Dimas - presente a Siracusa - ha detto oggi che dal vertice deve venire "un forte messaggio al summit della Maddalena", dove si terrà una sessione speciale del G8 dei capi di Stato e di governo dedicata alla lotta al riscaldamento globale.

Dimas ha detto anche di aspettarsi che gli Usa adottino misure interne di riduzione delle emissioni a effetto serra già prima dell'appuntamento di Copenhagen.

Per la ministro danese dell'energia e del clima Connie Hedegaard, il risultato più importante del vertice siciliano sarà la capacità di "dialogo" nel "processo" verso il Cop15: "...bisogna ricordare che questi meeting non vanno giudicati su quello che producono. Sono anche un'opportunità per colloqui bilaterali, per il dialogo... bisogna vederli come un passo in un lungo processo".

L'importante, ha detto la ministro, è che da Siracusa parta il messaggio che "fare i conti con il cambiamento climatico e le sfide energetiche non significa lavorare contro la gestione della crisi economica: se lo facciamo in modo saggio le cose possono andare benissimo insieme, e di fatto occuparsi di cambiamento climatico e crisi energetica può essere un modo per uscire dalla crisi che ci consenta anche di ripensare l'economia come è ora".

PRESTIGIACOMO SMENTISCE MAGGIORANZA CENTRODESTRA SU 'CLIMATE CHANGE'

Intanto, oggi pomeriggio, il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo ha di fatto smentito la maggioranza di centrodestra, che nei giorni scorsi aveva approvato al Senato una mozione in cui si nega - come affermano alcuni scienziati, in minoranza nella comunità scientifica - che il riscaldamento del pianeta sia provocato dai gas a effetto serra e comunque dalle attività umane.

"Noi siamo qui a discutere di impegni per ridurre i cambiamenti climatici, non ci sogniamo di mettere in discussione quanto ormai è un assunto scientifico in tutto il mondo", ha detto il ministro, rispondendo a una domanda dei giornalisti.

"L'approccio negazionista è fuori dal tempo... Non è detto che la sola causa che provoca i cambiamenti climatici sia la CO2, ma sicuramente questi incidono e quindi credo che sarebbe un non senso fare un G8 sui cambiamenti climatici e impegnarci in vista di un accordo globale".

LA PACIFICA PROTESTA DEI "NO G8"

Intanto, lontano dal castello di Maniace, dove si tiene il vertice, circa 2.000 persone hanno manifestato contro il G8, con un corteo partito da un quartiere popolare di periferia e giunto senza incidenti fino in centro.

Centri sociali, sindacati di base, associazioni e partiti di estrema sinistra hanno marciato lungo un percorso di circa 4 chilometri, tra negozi chiusi e capannelli di curiosi, mentre polizia, carabinieri e Guardia di Finanza presidiavano in massa gli accessi all'isola di Ortigia, l'antico centro storico di Siracusa.

I manifestanti protestavano non solo contro le politiche del governo - in particolare per il rilancio del nucleare e il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina - ma anche per la decisione"paradossale" di tenere il vertice ambientale proprio a Siracusa, città d'arte dalle antichissime tradizioni ma vicina al "triangolo della morte" degli impianti petroliferi e chimici di Priolo-Augusta-Melilli.

Nonostante i timori della vigilia su possibili infiltrazioni di frange violente, la manifestazione è stata animata solo dalla musica e dagli slogan, tra cui quelli contro l'assenza di una vera raccolta differenziata nella città del ministro Prestigiacomo, nonostante il restyling "ambientale" operato per il vertice nelle ultime settimane.

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