23 aprile 2009 / 06:55 / 8 anni fa

Olimpiadi, Fabris: vincere è fatica doppia per italiani

<p>Enrico Fabris, campione olimpico di pattinaggio di velocit&agrave; sul ghiaccio. REUTERS/Bjoern Sigurdsoen/Scanpix Norway (NORWAY) NO COMMERCIAL SALES. NORWAY OUT. NO COMMERCIAL OR EDITORIAL SALES IN NORWAY. NO COMMERCIAL OR BOOK SALES.</p>

di Antonella Ciancio

CANOVE DI ROANA, Vicenza (Reuters) - Ogni mattina Enrico Fabris esce di casa per fare 80 chilometri in bicicletta. Il campione olimpico di pattinaggio di velocità potrebbe allenarsi di più sul ghiaccio in vista delle Olimpiadi di Vancouver, ma l‘Italia non gli offre piste al coperto.

Tre anni dopo i Giochi invernali di Torino, dove il poliziotto di Roana è diventato l‘olimpionico italiano con il maggior numero di medaglie vinte in una sola Olimpiade, Fabris dice che poco o nulla è cambiato per il pattinaggio di velocità.

“Le poche persone che gravitano attorno al pattinaggio si aspettavano un po’ di più, che prendesse il volo il pattinaggio, soprattutto alla luce del fatto che erano state vinte le Olimpiadi in Italia. Dopo i primi due anni eravamo delusi dal fatto che ciò non è accaduto”, ha detto Fabris a Reuters in un‘intervista nella sua nuova casa a Canove, sull‘altopiano di Asiago.

Dopo le Olimpiadi, l‘Oval Lingotto di Torino ha ospitato mostre e fiere, nonostante sia l‘unica pista al coperto in Italia per il pattinaggio di velocità.

Un altro paio di piste all‘aperto offrono una valida alternativa per allenarsi, ma non in inverno. Così, Fabris deve viaggiare in Germania per trovare strutture all‘avanguardia, o allenarsi “all‘asciutto”, come sulla sua bicicletta.

“La mia speranza è che magari il Coni ci dia una mano, almeno per preparare le Olimpiadi che sono fra pochi mesi. Già quello sarebbe un grande passo avanti”, ha commentato Fabris.

La sua esperienza non è diversa da quella di altri campioni olimpici italiani, che si vedono lasciati in disparte dopo le loro vittorie.

“Se guardo in generale alla situazione dello sport italiano, mi accorgo che è così un po’ per tutti. Nello slittino abbiamo uno [il campione olimpico di slittino Armin], Zoeggeler, che ha vinto tanto. Nello sci di fondo e nella discesa la stessa cosa, così anche nell‘atletica”.

DOPPIO LAVORO

Il Coni ha introdotto di recente un contributo annuo di 50.000 euro per gli atleti medaglia d‘oro. Tra i destinatari Fabris e Zoeggeler, insieme alla campionessa di nuoto Federica Pellegrini e al pugile Roberto Cammarelle.

Il Coni ha anche avviato una collaborazione con la Ferrari per mettere a punto materiale aerodinamico che aiuti gli sport olimpici come pattinaggio di velocità, bob, slittino, skeleton e sci paraolimpico.

Tuttavia, Fabris ammette che la strada per le Olimpiadi di Vancouver a febbraio resta in salita.

“Per vincere gli italiani devono lavorare il doppio”, ha spiegato Fabris, che a Torino ha vinto l‘oro nei 1500 metri e nell‘inseguimento a squadre, oltre a un bronzo nei 5000 metri.

“(In Italia) siamo molto più indietro, perché siamo in pochi. Le strutture sono limitate. Stiamo sfruttando al meglio il poco che si ha ed è quindi molto più difficile”.

In paesi come l‘Olanda, dove il pattinaggio di velocità riempie gli stadi di tifosi, gli atleti beneficiano di sponsor e di impianti all‘avanguardia.

Gli olandesi amano Fabris, che era stato acclamato come un eroe nazionale e ricevuto anche dal Papa dopo il suo trionfo olimpico, ma che oggi passerebbe quasi inosservato, se non fosse per la fama che ha nella sua regione.

Un manifesto con un suo ritratto sorridente sventola all‘esterno di un edificio a Canove, piccolo centro dove il sereno paesaggio prealpino nasconde le ferite della prima guerra mondiale. Qui, Fabris ha comprato una casa con i fondi ottenuti dalla sua vittoria olimpica.

“Nonostante il mio successo improvviso, la mia vita non è cambiata. Cerco di essere quello che ero prima”, spiega il 27enne, seduto a un tavolo in legno nella sua cucina.

SFIDA DIFFICILE

A Vancouver, Fabris dovrà sfidare una nuova generazione di atleti come la speranza americana Trevor Marsicano, che ha vinto quattro medaglie in quattro giorni ai campionati del mondo su singola distanza che si sono disputati lo scorso marzo a Richmond, in Canada, sulla stessa pista che ospiterà le Olimpiadi del 2010.

L‘italiano ha mancato il podio, arrivando quarto nei 5000 metri e nell‘inseguimento a squadre.

Fabris ha detto di avere un buon feeling con la nuova pista olimpica, anche se, spiega, “non vengono fuori tempi da record del mondo, perché è a livello del mare, c’è più pressione e umidità”.

Il campione italiano ritroverà anche rivali del calibro dell‘americano Shani Davis, il canadese Denny Morrison, il norvegese Havard Bokko e l‘olandese Sven Kramer, un idolo nel suo paese.

Nel 2007 alla Coppa del Mondo di Salt Lake City, Kramer ha perso contro Fabris nei 5000 metri, ma ha poi riconquistato il primato mondiale una settimana dopo.

Davanti a una sfida così serrata, il campione di Roana non cela la determinazione nella sua voce pacata: “Quando vinci un‘Olimpiade, c’è tanta pressione su di te per ripetere quei risultati”.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below