April 22, 2009 / 3:49 PM / 8 years ago

G8 ambiente, Ong soddisfatte per dialogo, ma non per risultati

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di Massimiliano Di Giorgio

SIRACUSA (Reuters) - Ecologisti e attivisti anti-povertà hanno dialogato oggi allo stesso tavolo per la prima volta con i ministri dell'Ambiente del G8 e dei paesi a economia emergente al vertice di Siracusa, anche se non sono riusciti a strappare loro nessun impegno preciso, se non la promessa di cercare di concordare una percentuale di investimenti "verdi" nei pacchetti di incentivo per l'economia in crisi.

"E' stata una grande apertura, un grande passo avanti, ma il dialogo è stato un po' limitato", ha detto ai giornalisti Magdalena Anna Kropiwnicka, di Action Aid International, durante una conferenza stampa della Coalizione Globale contro la Povertà dopo l'incontro coi ministri.

Le associazioni ecologiste hanno già avuto incontri negli ultimissimi anni con i ministri dell'Ambiente dei Grandi Otto, ma è la prima volta che discutono direttamente anche con i rappresentanti delle economie emergenti, come India, Cina, Brasile, Messico e Sudafrica, e che al dialogo vengono associate anche le ong che lottano contro la povertà.

"Siamo molto soddisfatti di alcune delle promesse fatte da (la ministro italiana dell'Ambiente Stefania) Prestigiacomo, come la speranza che nel G8 della Maddalena, a luglio, si arrivi a concordare una percentuale di investimenti 'green'", ha detto Kropiwnicka.

Ma al tempo stesso le associazioni lamentano la "mancata discussione sui fondi di adattamento e per lo sviluppo sostenibile".

Tra le questioni che il G8 Ambiente di Siracusa deve affrontare -- secondo le linee guida di preparazione del vertice che Reuters ha potuto leggere -- c'è anche la questione degli "scenari di impatto e adattamento al cambiamento climatico", e di come finanziare i relativi costi.

Chi Paga Per L'adattamento Ai Cambiamenti Climatici?

Il problema dell'adattamento al nuovo clima comincia a farsi stringente, dicono gli ambientalisti, citando il recente caso degli abitanti di un piccolo arcipelago di Papua Nuova Guinea evacuati a causa dell'innalzamento delle acque del mare.

Secondo uno studio di Oxfam International, "nel 2015, se i cambiamenti climatici continueranno al ritmo attuale, il numero delle persone colpite dagli effetti supererà i 370 milioni", ha detto Farida Bena, che rappresenta a Siracusa l'ong.

I differenti scenari ipotizzati dalla Banca Mondiale stimano il costo dell'adattamento per i paesi in via di sviluppo tra i 9 e i 41 miliardi di dollari l'anno.

Gli scenari elaborati dal documento per il G8 Ambiente prevedono diversi meccanismi di finanziamento, che però non arriverebbero al migliore dei casi a 5 miliardi di dollari.

Ambientalisti e attivisti anti-povertà accusano i paesi più industrializzati di rovesciare i costi di un fenomeno, quello del cambiamento climatico, di cui sono i principali responsabili a causa delle emissioni di gas a effetto serra, sui paesi sottosviluppati, e chiedono che i fondi siano concessi a titolo gratuito.

"I paesi ricchi sono come il proprietario di una Ferrari che sbanda e investe l'abitazione di una povera donna, danneggiandola, e che poi le offre il suo aiuto con un prestito", è il paragone tracciato da Bena, secondo cui meccanismi come l'asta mondiale delle emissioni di gas a effetto serra di Co2 o un mercato dei permessi di inquinamento del settore aereo, più le donazioni, consentirebbero di stanziare 50 miliardi di dollari l'anno.

Mentre i rappresentanti delle associazioni si chiedono se "il G8 sul cambiamento climatico possa davvero fare tanto", il direttore di Wwf International, Kim Carstensen, sembra il più pessimista: "Uno dei punti su cui tutti i ministri hanno concordato è che non siamo sulla buona strada per raggiungere un accordo sul cambiamento climatico (alla conferenza di dicembre a Copenhagen). Quindi la crisi è doppia: quella del clima e quella dei negoziati che riguardano il clima".

Per Carstensen, la responsabilità principale nel riuscire a ottenere un accordo impegnativo globale sulla riduzione delle emissioni ricade sui paesi sviluppati: "devono capire che devono essere loro ad aprire la strada e prendere impegni precisi".

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