22 aprile 2009 / 08:03 / 8 anni fa

G8 Ambiente a Siracusa: occhi puntati su Usa, tecnologie verdi

<p>Immagine d'archivio di una ambientalista durante una manifestazione ai margini di una riunione del G8, in Germania nel 2007.Kai Pfaffenbach (GERMANY)</p>

di Massimiliano Di Giorgio e Daniel Flynn

SIRACUSA (Reuters) - Oggi, nel Giorno della Terra, si è aperto a Siracusa sotto la presidenza italiana il G8 Ambiente, che fino a venerdì discuterà di lotta ai cambiamenti climatici, biodiversità e soprattutto tecnologie a basso contenuto di anidride carbonica, ritenuta la principale responsabile del riscaldamento globale.

Ed sta proprio in un possibile accordo di cooperazione tecnologica, secondo un esperto internazionale, la chiave del successo del vertice.

Il meeting - cominciato questa mattina con un incontro tra ministri e Organizzazioni non governative - vede l'inedita presenza anche dei rappresentanti di altri 12 paesi, in gran parte economie emergenti, e della presidenza della Commissione europea.

Ma l'attenzione è puntata soprattutto sugli Stati Uniti, che con l'amministrazione Obama sembrano aver cambiato nettamente posizione rispetto al passato, annunciando l'intenzione di partecipare alla lotta al cambiamento climatico e di coinvolgere anche i paesi emergenti - in particolare Cina e India, che con gli Stati Uniti sono oggi grandi produttori di GHG (gas a effetto serra) - in un accordo internazionale.

"SERVE UN ACCORDO SULLA COOPERAZIONE TECNOLOGICA"

L'appuntamento nella città siciliana è infatti una tappa di avvicinamento al Cop 15 di Copenaghen, la conferenza Onu di dicembre che punta a trovare un accordo internazionale per ridurre le emissioni di dal 2012, anno in cui scadono gli impegni presi con il cosiddetto Patto di Kyoto.

"Senza la leadership dei paesi G8, una risposta internazionale al cambiamento climatico non avverrà. Questo meeting deve indicare la strada", ha detto ai giornalisti Yvo De Boer, capo della Convenzione quadro dell'Onu sul Cambiamento climatico.

"La nuova amministrazione americana è incredibilmente importante per affrontare questa questione. Cercare di giungere a un accordo sul 'climate change' senza gli Stati Uniti è insensato".

"Questo vertice può contribuire a far progredire la situazione solo se si concentra sugli aspetti pratici", ha detto De Boer in una successiva intervista a Reuters.

"Se il meeting lanciasse una cooperazione per la partnership tecnologica, sarebbe un contributo molto importante a un vasto accordo a Copenhagen".

"L'Unione europea investe miliardi (di dollari) ogni anno in ricerca e sviluppo e questa opportunità potrebbe aperta ai Paesi in via di sviluppo, cosa che rappresenterebbe un importante passo pratico in avanti", ha detto ancora l'esperto, indicando come esempi di tecnologie 'verdi' "turbine, tecnologia per l'ufficio e schermi più efficienti".

Il vertice di Siracusa non prevede un documento finale sulle questioni del clima, probabilmente perché il momento negoziale più importante e delicato sarà quello del G8 dei capi di Stato e di governo della Maddalena, a luglio, dove - come ha chiarito ieri il ministro degli Esteri Franco Frattini - si cercherà appunto di strappare l'impegno di Usa, Cina e India sui prossimi negoziati di Copenaghen.

"Il negoziato (per il post-Kyoto, ndr) si fonda su quattro pilastri", ha detto oggi Prestigiacomo - la riduzione delle emissioni, l'adattamento al cambiamento climatico, il trasferimento delle tecnologie pulite, la mobilitazione dei finanziamenti per contrastare i cambiamenti climatici".

"Come Presidenza G8 ed in vista della Conferenza sul Clima di Copenaghen, riteniamo estremamente importante ricercare una convergenza tra paesi industrializzati e paesi in via di sviluppo, con particolare riferimento alle economie emergenti, per raggiungere un accordo a dicembre".

Intanto, oggi pomeriggio, Italia e Australia firmeranno un accordo bilaterale con cui il ministero dell'Ambiente aderirà a un'iniziativa del governo di Canberra di dare vita a un "Istituto per gli aspetti globali del Css", cioè del processo tecnologico che consente la cattura e lo stoccaggio del CO2 presente nei fumi generati dalla combustione industriale.

DOMANI LA PROTESTA DEI "NO G8"

Nel frattempo a Siracusa si prepara la protesta contro il G8. Il vertice si svolge sull'isola di Ortigia, nella parte più antica della città, che in questi giorni è stata in parte vietata al transito anche pedonale -- con qualche protesta di ristoratori e commercianti, mentre le scuole sono state chiuse.

Fino a stasera, piazza Santa Lucia - lontana da Ortigia - ospita il "villaggio" di "In marcia per il clima", un cartello di associazioni ambientaliste e ong che chiede ai Grandi Otto di non produrre solo dichiarazioni ma anche azioni concrete contro il riscaldamento globale del pianeta e la povertà.

Domani pomeriggio si svolgerà invece il corteo NoG8, a cui aderiscono centri sociali, sindacati di base, varie associazioni e anche Rifondazione comunista e il Pdci. L'appuntamento è alle 14 a piazza Sgarlata.

"A otto anni dalla rivolta di Genova gli 8 grandi troveranno ad attenderli, con la stessa determinazione di sempre, i movimenti che hanno riempito le piazze di tutto il mondo per opporsi al neoliberismo, allo sfruttamento, alla guerra, alla devastazione del pianeta", dice il nog8sicilia.org, il sito della manifestazione, che considera anche la scelta "paradossale" di tenere il vertice dell'ambiente a Siracusa, vicina al "triangolo della morte"degli impianti petroliferi e chimici di Priolo-Augusta-Melilli.

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