Un handicap essere bravi, dice autore di "La fuga dei talenti"

martedì 21 aprile 2009 14:43
 

di Roberto Bonzio

MILANO (Reuters) - Un'astrobiologa a Londra, capace di trovare acqua e metano nello spazio; un compositore osannato dalla critica musicale di mezzo mondo e di base a New York; un manager delle risorse umane a Houston, Texas, che ha trasferito nel mondo dell'azienda le sue conoscenze musicali. Caratteristiche comuni: giovane età, nazionalità italiana, bravura fuori dal comune. E carriera fuori dall'Italia.

Sono tre delle storie raccolte da un giornalista che ha tracciato un quadro impietoso del Belpaese, attraverso il ritratto di giovani professionisti che l'Italia si è lasciata scappare.

"Ho iniziato da quelli che conoscevo, da quelli che conoscevano i miei amici. Poi c'è stato un passaparola tra quelli che intervistavo e che mi segnalavano altri", spiega a Reuters Sergio Nava, 33 anni, giornalista di Radio 24 Il Sole 24 Ore, recente esperienza come portavoce a Strasburgo del gruppo Are, Assemblea delle Regioni d'Europa ("scelto solo in base a curriculum, prova scritta e colloqui"), autore di "La fuga dei talenti" (San Paolo), che viene presentato oggi alle 17 alla rappresentanza della Commissione Europea a Milano (corso Magenta 61).

Storie, quelle raccolte da Nava, di professionisti "tutti (o quasi) accomunati da un male originale: l'essere bravi, capaci, meritevoli, con una marcia in più. E proprio per questo svalutati, sviliti, rifiutati e messi nell'angolo da un Paese che non offre loro alcun tipo di opportunità, oppure ... li blocca a un certo punto della loro carriera in una situazione di stallo, impedendo loro di dare fondo a tutte le proprie risorse. E di aiutare l'Italia a risollevarsi".

Così, Giovanna Tinetti, astrobiologa, laurea con lode all'Università di Torino, raccoglie in Inghilterra i frutti di una ricerca sviluppata tra Parigi, California e Londra, pubblicando i risultati sulla scoperta di acqua e metano in un pianeta extrasolare. Mentre Oscar Bianchi, diploma in tempo record al Conservatorio di Milano, si sfoga confessando che "nella musica italiana oggi non esiste mercato: quello che c'era l'ha distrutto la politica. Rimangono solo piccole e rare oasi", e intraprende una carriera folgorante dopo il master a Parigi ed il dottorato a New York.

La formazione musicale è servita invece a Gianni Chirichella, studi al Conservatorio e laurea con lode in Estetica alla facoltà di Lettere e Filosofia della Statale di Milano, per sviluppare un'insolita competenza nel campo dell'organizzazione aziendale e delle risorse umane, che attraverso varie esperienze estere lo vede oggi "in carriera" a Houston, Texas.

BRAVURA E SEMPLICITA' I TRATTI COMUNI DI CHI SFONDA ALL'ESTERO

La cosa sorprendente, tra queste e altre storie di giovani di successo emigrati all'estero, è "la capacità di tanti italiani di essere protagonisti. Più bravi, flessibili, geniali di altri. Forse perchè abituati a confrontarsi con l'emergenza, e a doversi arrangiare, per chi non è raccomandato o non ha una famiglia che conta", dice Nava.

Il risvolto amaro è la conferma di un sistema Italia che continua a ignorare la meritocrazia, a premiare il familismo e le raccomandazioni. E a sperperare talenti. Al punto, ricorda il libro, che secondo il rapporto Italiani nel Mondo 2006, "la situazione attuale è equivalente al fatto che tre delle nostre maggiori Università lavorano solo per formare competenze che vengono poi utilizzate esclusivamente da Paesi stranieri".

Curioso e sorprendente, "il filo conduttore tra queste persone è l'umiltà, contrapposta all'arroganza di raccomandati e 'portaborse' che si incrociano qui", dice Nava. Che ispirandosi alla feroce ironia di Jonathan Swift, lancia una sua "Modesta proposta" in tre punti, in una situazione che considera causa di declino per l'Italia: rende obbligatorio per tutti gli studenti delle superiori un periodo di studio all'estero, "possibilmente in Paesi di provata meritocrazia"; punire come reato con pene sino a 10 anni la raccomandazione; premiare le aziende che affidandosi a pool di esperti assumano soltanto in base al merito.