Carte prepagate, Antitrust: costi troppo alti, entrino tlc

sabato 18 aprile 2009 18:27
 

ROMA (Reuters) - Un'indagine conoscitiva dell'Antitrust ha accertato che i costi richiesti dalle banche per le carte prepagate sono ancora troppo alti e ha auspicato l'ingresso in questo mercato delle società di telefonia mobile. Lo ha detto oggi in una nota l'Autorità Garante della concorrenza.

"Restano ancora elevati, anche se in linea con quelli degli altri strumenti di pagamento tradizionali come conti correnti e carte di credito, i costi delle carte prepagate offerte dal sistema bancario, con commissioni di ricarica che possono arrivare fino a 5 euro", si legge nel comunicato.

"Per favorire una loro riduzione occorre sfruttare le potenzialità legate ad un possibile ingresso, nel mercato dei pagamenti elettronici, degli operatori telefonici mobili che, con 80 milioni di carte, costituivano alla fine del 2007 la principale componente delle carte prepagate chiuse".

Secondo l'Authority, nel mercato italiano c'è una domanda crescente di carte prepagate "aperte", le carte bancarie o postali che si possono ottenere anche senza aprire un conto corrente, grazie alle quali è possibile effettuare qualsiasi tipo di pagamento: alla fine del 2007 -- ha calcolato l'Antitrust -- l'insieme delle carte ricaricabili e ‘usa e getta' emesse da banche e Poste Italiane era pari a 5,8 milioni, con un aumento rispetto all'anno precedente del 30,1% e una crescita media annua, dal 2003, del 72,2%.

L'incidenza di questo strumento nel settore delle carte di pagamento (il complesso delle carte di credito e di debito) è in continua crescita: era del 6,4% nel 2006, è arrivata al 7,8% alla fine del 2007, con un ruolo leader di Poste Italiane che copre quasi il 60% del segmento.

Il costo annuo per il consumatore medio della carta prepagata varia a seconda che il possessore della carta abbia o no un conto corrente presso una banca: nel primo caso la carta rappresenta uno strumento complementare di pagamento accanto a quelli più tradizionali, viene utilizzata più sporadicamente e ha un costo medio annuo abbastanza contenuto, con una media, per gli istituti considerati, di circa 18 euro (da un minimo di circa 14 euro e un massimo di circa 22 euro).

Nel secondo caso, che interessa tipicamente giovanissimi consumatori o lavoratori stranieri, il costo, a causa della maggiore incidenza delle commissioni applicate con un uso più intensivo (a esempio costi di ricarica) sale invece sensibilmente e varia da un minimo di circa 44 euro a un massimo di circa 117 euro annui, con un valor medio pari a circa 67 euro.

Ma per l'Antitrust, "l'Italia rappresenta una pecularietà, nel panorama internazionale, per la diffusione delle carte prepagate ‘chiuse', utilizzabili esclusivamente per il pagamento di un determinato servizio offerto dalla società che emette la carta", come le carte telefoniche o quelle per il pagamento dei servizi televisivi.

"Proprio gli 80 milioni di carte prepagate telefoniche presenti in Italia rappresentano, per la loro ampia diffusione e per le tecnologie connesse, lo strumento attraverso il quale esercitare una positiva pressione competitiva nel settore dei pagamenti elettronici", dice l'Antitrust.

 
<p>Carte prepagate, Antitrust: costi troppo alti, entrino tlc. REUTERS/Eric Gaillard</p>