17 aprile 2009 / 15:52 / tra 8 anni

Nonostante crisi commercio equosolidale cresce, dice studio

MILANO (Reuters) - Malgrado la crisi globale, il commercio equosolidale è in crescita a livello internazionale, e in Italia è cresciuto del 20%

E’ quanto ha rilevato una ricerca globale commissionata da Fairtrade Labelling Organizations, coordinamento internazionale dei marchi di garanzia del commercio equo, effettuata su un campione di 14.500 persone in 15 Paesi, riscontrando un‘ascesa di Fairtrade.

La prima ricerca globale sul marchio, spiega una nota della stessa Fairtrade, “dimostra che i consumatori si aspettano da parte delle aziende più attenzione ed eticità nella gestione del rapporto con i produttori dei paesi in via di sviluppo”.

Secondo la ricerca, almeno tre quarti dei consumatori intervistati credono che le aziende non facciano abbastanza ma che dovrebbero aiutare concretamente le comunità e favorire lo sviluppo nei paesi poveri.

“I consumatori stanno chiedendo un nuovo modello di commercio in cui la giustizia e l‘equità diventino parte integrante degli scambi”, dice Fairtrade.

I “consumatori etici attivi” (quelli che oltre ad acquistare prodotti socialmente responsabili ne diventano promotori) sono più della metà del panel della ricerca ed hanno un‘aspettativa molto alta rispetto alle responsabilità sociali, economiche e ambientali delle aziende. E la fascia dei “consumatori attivi” è più alta in Italia, rispetto agli altri paesi.

Almeno tre quarti dei consumatori crede che una certificazione indipendente sia il modo migliore per verificare le dichiarazioni di eticità di un prodotto. E l‘Italia è al primo posto tra i paesi che ritengono la certificazione un plus imprescindibile per attestare la responsabilità di impresa.

IN ITALIA UN INCREMENTO DEL 20%

Quanto ai risultati di vendita dei prodotti Fairtrade, gli incrementi registrati dall‘indagine sono del 75% in Svezia, del 45% in Inghilterra, del 24% in Austria e del 20% in Italia, le vendite a valore sono stimate in 43,5 milioni di euro nel 2008 contro i 39 milioni del 2007.

I prodotti di maggior successo in Italia, spiega Fairtrade, sono quelli composti (snacks, biscotti, ma anche semifreddi), uniti alla frutta fresca (ananas in particolare).

Nel 2008 nuove insegne hanno scelto la certificazione Fairtrade per le loro private label: Dico (nella seconda metà dell‘anno) mentre si annuncia l‘ingresso di Conad e Despar nel 2009.

Cresce anche la percentuale di prodotto bio sul totale: circa metà delle referenze Fairtrade hanno anche la certificazione bio, a conferma di un‘associazione spontanea tra responsabilità sociale e ambientale.

“E’ molto incoraggiante vedere come l‘impegno verso il Fairtrade sia molto forte in questo periodo di crisi”, ha dichiarato Rob Cameron, direttore di Fairtrade Lebelling Organizations International, che controlla il marchio di certificazione Fairtrade.

“I produttori hanno bisogno del Fairtrade ora più che mai. Devastati dalla crisi globale del cibo, ora diventano due volte più sfortunati a causa della recessione globale. Molti brand internazionali vedono inoltre in Fairtrade un investimento importante per il loro futuro. Tra questi Starbucks, Ben & Jerry’s e Cadbury”.

“C’è ancora molto da fare perché i prodotti certificati Fairtrade diventino sempre più visibili. Il nostro impegno sarà rivolto a rafforzare ancora di più il rapporto con i distributori in Italia e ad esplorare nuovi canali (la distribuzione automatica, le mense) e nuove referenze” ha affermato invece Paolo Pastore, direttore di Fairtrade Italia.

Flo è un‘associazione non profit composta da 24 organizzazioni. Comprende più di 1,5 milioni di produttori e lavoratori, circa 1.800 aziende con prodotti certificati in 73 paesi 872 organizzazioni di produttori certificate in 58 Paesi, 60 Paesi in cui sono disponibili prodotti certificati Fairtrade , con 2,3 miliardi di euro di prodotti venduti nel 2007 (più 48% rispetto agli anni precedenti).

Fairtrade Italia, marchio di certificazione dei prodotti equosolidali, è un consorzio cooperativo costituito da 25 soci attivi nella cooperazione, nel biologico, nell‘associazionismo sociale e ambientale.

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