Castro: passi Obama positivi, ma ne servono altri

martedì 14 aprile 2009 21:41
 

L'AVANA (Reuters) - L'ex leader cubano Fidel Castro ha elogiato oggi l'amministrazione Obama per aver eliminato le restrizioni degli Stati Uniti sui viaggi familiari a Cuba, ma ha detto che servono altri cambiamenti nella politica statunitense verso l'isola dei Caraibi.

"La misura di alleggerire le restrizioni sui viaggi è positiva, sebbene minima. Molte altre sono necessarie", ha scritto Castro in un editoriale pubblicato su un sito web governativo cubano.

L'82enne ex leader ha criticato in particolare la politica Usa di garantire quasi automaticamente agli emigrati cubani la residenza se raggiungono il territorio americano, cosa che incoraggia i cubani a lasciare via mare il paese a guida comunista.

Le dichiarazioni di Castro sono contenute nel secondo editoriale pubblicato in giornata, dopo quello in cui ha lamentato che la Casa Bianca non ha fatto nulla per porre fine ai 47 anni di embargo commerciale verso Cuba, affermando che l'Avana non "si metterà a implorare" per la fine del blocco.

"Non abbiamo la minima intenzione di danneggiare Obama", ha detto Castro nel secondo editoriale. "Non ha alcuna responsabilità per quel che è accaduto e sono sicuro che non commetterà le atrocità di (l'ex presidente Usa George W.) Bush".

Il primo editoriale era stato meno positivo, dopo le misure annunciate ieri dal presidente Barack Obama, che ha parlato di eliminare le restrizioni per i viaggi delle famiglie di cubani-americani.

"Nemmeno una parola è stata spesa per il blocco (dell'embargo), che è la misura più crudele degli americani (contro Cuba)", ha scritto Castro .

Castro ha descritto l'embargo americano su Cuba come una forma di "genocidio" che ha danneggiato l'economia dell'isola e ha causato morte e sofferenze per la mancanza di tecnologie mediche e medicinali nel Paese.

Ma, ha continuato Castro, "Cuba ha resistito e resisterà. Non tenderà mai le sue mani per mendicare".   Continua...

 
<p>L'ex-presidente cubano Fidel Castro (a destra) con il presidente della Repubblica dominicana Leonel Fernandez. REUTERS/Dominican Republic presidency/Handout</p>