Pirateria somala deve essere fermata in terraferma

domenica 12 aprile 2009 18:34
 

di Andrew Cawthorne e Abdiaziz Hassan

NAIROBI (Reuters) - La pirateria al largo della Somalia, attività sempre più estesa, può essere fermata solo con la stabilità e con vigilanza e misure di sicurezza sulla terraferma, non con le forze di marina internazionali che pattugliano sempre più ampie zone di mare. Lo ha detto il governo alle prime armi della nazione del Corno d'Africa.

"E' una tragedia che le cose siano arrivate a questo punto", ha detto a Reuters il ministro degli Esteri Mohamed Abdullahi Omaar a proposito della recrudescenza degli assalti alle navi straniere.

"Ma dimostra anche chiaramente e categoricamente che la questione ha le sue radici a terra e deve essere risolta a terra".

Omaar sostiene che la comunità internazionale dovrebbe concentrare le sue risorse nell'aiutare a mettere in piedi una forza di sicurezza nazionale per il governo, che è il 15esimo tentativo di ripristinare un controllo centrale alla Somalia da quando è precipitata nell'anarchia nel 1991.

"Possiamo certamente risolvere il problema della pirateria insieme alla comunità internazionale: la nostra priorità è di ristabilire lo stato di diritto. Per questo, abbiamo richiesto assistenza alla comunità estera per allestire le nostre forze di sicurezza", ha dichiarato.

Omaar, 55 anni, uomo d'affari e consulente che ha studiato in Gran Bretagna e che viene da una influente famiglia somala, sta viaggiando in tutto il mondo da quando è stato nominato ministro a febbraio per raccogliere sostegno per il governo del presidente Sheikh Sharif Ahmed.

"La comunità internazionale ha bisogno che ci sia lo stato di diritto in Somalia tanto quanto (ne ha bisogno) il popolo somalo", ha dichiarato, sottolineando l'impatto della pirateria sugli scambi commerciali globali attraverso le rotte di navigazione.

L'amministrazione di Ahmed, che ha un grande sostegno interno e internazionale, è ancora vista come la migliore opportunità di stabilità da anni, sostengono i diplomatici, nonostante debba far fronte a una ribellione islamica e controlli solo alcune zone della capitale.   Continua...

 
<p>Il ministro degli esteri somalo Mohamed Abdullahi Omaar. REUTERS/Abdiaziz Hassan Ahmed (DJIBOUTI)</p>