11 aprile 2009 / 13:28 / 8 anni fa

"Io, pirata di successo", la storia di Yassin

<p>Immagine d'archivio di pirati somali su un piccolo motoscafo.Jason R. Zalasky/U.S. Navy/Handout (SOMALIA). FOR EDITORIAL USE ONLY. NOT FOR SALE FOR MARKETING OR ADVERTISING CAMPAIGNS.</p>

GAROWE, Somalia (Reuters) - Yassin Dheere è un somalo di 39 anni che è entrato in pirateria cinque anni fa e ha fatto fortuna in questo settore in continua crescita.

Un pezzo d'uomo, Dheree svetta fra le sue guardie del corpo mentre viene intervistato da Reuters a Garowe, capitale della provincia settentrionale di Puntland.

Indossando costose vesti tradizionali, mastica foglie di khat (una pianta stupefacente che cresce in Africa orientale, ndr) e accarezza un fucile mitragliatore AK-47 mentre racconta la sua storia, partendo dalla sua nascita, in un uno dei più famosi rifugi dei pirati sulla costa.

"Sono nato nella città di Eyl e facevo il pescatore".

"Sono stato costretto a sequestrare imbarcazioni straniere dopo il crollo del governo centrale. Nessuno pattugliava il mare e noi non potevamo pescare perché le navi che praticavano illegalmente la pesca con reti a strascico sulla costa somala distruggevano le nostre piccole imbarcazioni e il nostro equipaggiamento. Questo ci ha obbligato a diventare pirati".

"La prima volta in cui sono stato coinvolto in un sequestro è stata nel 2003. Doveva essere una barca araba, come equipaggio c'erano 18 yemeniti. Si trattava di un grande peschereccio che aveva distrutto le nostre barche diverse volte".

"Lo circondammo con le nostre barche e lo sequestrammo con la minaccia delle armi nella notte. Non conoscevamo questi metodi moderni di usare gli uncini e le scale a pioli, così ci portammo sotto con le nostre barche e ci arrampicammo a bordo".

"Lo tenemmo in ostaggio per due settimane, poi alcuni mediatori somali e arabi iniziarono le trattative. Accettammo 50.000 dollari di riscatto. Diamine! Era una grande somma di denaro per noi. Ci diede l'ispirazione e ci fece venir voglia di andare a caccia di navi".

"All'epoca non avevamo alcuna idea di cosa stavamo facendo, eravamo molto preoccupati da quello che sarebbe potuto succedere. Due miei amici si tirarono indietro perché avevano paura".

"Effettivamente, la mia vita cambiò drasticamente, perché ho ricevuto più soldi di quanto non avessi mai pensato di poter vedere. In un solo sequestro, presi 250.000 dollari, così la mia vita è cambiata completamente".

"E' incalcolabile quanti soldi ho guadagnato. Cioè, non vi dirò quanto. Col denaro, compro auto, armi, e barche. Mi piace anche divertirmi e rilassarmi".

"NUOVA GENERAZIONE DI PIRATI"

"Ho avuto anche tante difficoltà nel mio lavoro".

"Ho corso pericoli di vita. E alcuni dei miei colleghi sono morti, alcuni in mare quando si sono rovesciate le loro barche".

"La peggiore esperienza che ho vissuto è stato quando siamo stati attaccati da una nave da guerra Usa mentre stavamo dando la caccia a una nave. Ci sparò addosso e inaspettatamente alcuni di noi vennero catturati. Scappammo sui nostri motoscafi mentre ci fischiavano attorno i proiettili.

"Nel 2006 stavamo inseguendo una nave per catturarla, ci avvicinammo, e uno dei nostri amici riuscì a saltarci sopra. La nave riuscì a scappare, e da allora non abbiamo saputo più niente del nostro amico. Non sappiamo se sia vivo o morto.

"Una volta sono anche finito in carcere a Garowe. Ma la mia famiglia assaltò il carcere e vennero uccisi due poliziotti , e poi mentre stavano sparando io scappai insieme ad altri prigionieri".

"Ho dei dipendenti che ora lavorano per me. Sono un finanziatore. Guadagno i miei soldi e non devo lasciare Eyl. Negli ultimi mesi non sono andato per mare a caccia di navi.

"Il mio gruppo va per mare e io gestisco le finanze. Compro motoscafi e armi, qualunque cosa serva".

"Di solito non ci sono disaccordi fra noi. Però una volta litigammo. Stavamo tenendo in ostaggio due francesi a Habo, alcuni chiedevano che li portassimo a Eyl mentre altri non erano d'accordo.

"Quando andiamo per mare, ci aspettiamo vantaggi e perdite, nonostante stiamo sempre molto attenti alle navi da guerra che ci possono attaccare".

"E' difficile continuare a fare il pirata ma abbiamo cambiato le nostre vecchie strategie. Abbiamo trasformato la nostra attività nell'Oceano Indiano con nuovi tipi di assalti, usando attrezzature moderne come il Gps per vedere dove passano le navi da guerra".

"Al momento abbiamo una giovane generazione nuova e attiva, che vuole partecipare alla pirateria. Soprattutto gli piacciono i soldi".

"Se l'Onu darà l'approvazione a combattere i pirati sulla terraferma, questo porterà solo alla morte di somali innocenti. Non possono distinguerci dagli altri somali, siamo vestiti allo stesso modo. La pirateria non si fermerà, fino a quando non avremo un governo".

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