Sisma, Piano: ricostruire case dov'erano, legno per transizione

sabato 11 aprile 2009 11:14
 

ROMA (Reuters) - Niente "new town", ma quartieri di transizione in legno per poi ricostruire gli edifici caduti proprio dov'erano. E' il consiglio dell'architetto Renzo Piano per la ricostruzione dell'Abruzzo, dove il sisma ha lasciato circa 40mila persone senza casa, oltre ad aver provocato 291 vittime.

"(Le case distrutte) vanno ricostruite o restaurate dove sono: non ha alcun senso fare altrimenti", ha detto l'architetto in un'intervista pubblicata oggi dal Corriere della Sera.

"Anche se ci vorrà tempo. Anzi, oserei dire che per evitare errori è assolutamente necessario prendere tempo, lasciar cadere la polvere, elaborare il lutto".

Secondo Piano, le "new town" di cui ha parlato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi "sono sempre deserti affettivi: si immagini dopo un terremoto".

"Una volta esaurite le urgenze, e approfittando della buona stagione, penso che bisognerebbe invece costruire, in un luogo molto prossimo alle città distrutte, un quartiere o più quartieri di transizione".

Per questi quartieri, spiega l'architetto, "meglio il legno. Che è un materiale leggero, flessibile, riciclabile, rinnovabile, sicuro. Si tagliano gli alberi per costruire quelle case temporanee e se ne piantano tre volte tanti. E quando, dopo quattro o cinque anni, si buttano giù le case, al loro posto si fa nascere un bosco e si ricicla il legno usato".

Per quanto riguarda chiese e monumenti danneggiati, Renzo Piano dice che "vanno restaurati e consolidati", e ribadisce che comunque "tutto quello che è stato distrutto va ricostruito proprio dov'era".

 
<p>Immagine d'archivio dell'architetto Renzo Piano. FAB/JDP</p>