Diritti umani, il National Geographic va 'Inside Guantanamo'

venerdì 3 aprile 2009 12:56
 

di Randall Mikkelsen

WASHINGTON (Reuters) - I secondini del carcere militare di Guantanamo lo chiamano "il cocktail", un misto di feci, urina e saliva che i detenuti lanciano loro addosso e che dà la sensazione di stare sul campo di battaglia.

I detenuti si parlano dietro a porte d'acciaio. Molti di loro sono in carcere senza accuse e denunciano i carcerieri americani per essere "aggressori dei musulmani.., con le mani sporche di sangue".

Le tensioni quotidiane tra i prigionieri e i militari che li sorvegliano sono riportate da entrambi i punti di vista nel documentario del National Geographic, "Explorer: Inside Guantanamo".

"Tutto questo è parte integrale della guerra al terrore", dice il "guardiano" di Guantanamo, il colonnello Bruce Vargo nel film. Un ex detenuto condivide, definendo Guantanamo una "zona di guerra" fisica e psicologica.

Il documentario fornisce il primo sguardo approfondito al centro di detenzione per sospetti terroristi, che è diventato il simbolo mondiale degli abusi compiuti dagli americani nella lotta al terrorismo dopo gli attentati dell'11 settembre. National Geographic Channel lo trasmetterà domenica sera negli Stati Uniti e in altri paesi.

Potrebbe anche essere l'ultima video-testimonianza, dato che il presidente Barack Obama ha ordinato lo scorso gennaio di chiudere la struttura presso la base navale Usa di Guantanamo Bay entro l'anno. Ma la sua amministrazione sta ancora valutando che cosa fare delle circa 240 persone che vi rimangono.

"Guantanamo Bay è l'equivalente legale dello spazio cosmico -- un posto senza legge", dice nel film l'ex avvocato della Marina, Charles Swift.

Il cliente di Swift, Salim Ahmed Hamdan, ha vinto una causa presso la Corte suprema per estendere ai prigionieri di Guantanamo i diritti processuali davanti ai tribunali Usa.   Continua...

 
<p>Manifestanti davanti alla Casa bianca chiedono la chiusura di Guantanamo. REUTERS/Larry Downing</p>