April 3, 2009 / 9:14 AM / 8 years ago

Onu: in anno G8 Italia avviata a mancare Obiettivi Millennio

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<p>Il ministro degli Esteri Franco Frattini.Omar Sobhani</p>

di Massimiliano Di Giorgio

ROMA (Reuters) - Nell'anno in cui presiede il G8 e mentre imperversa la crisi finanziaria globale, l'Italia sembra destinata a mancare gli obiettivi a cui si era impegnata con le Nazioni Unite per combattere la fame e la povertà.

Lo ha detto oggi a Reuters la responsabile per l'Italia della Campagna del Millennio dell'Onu.

Entro il 2010 Roma dovrebbe destinare lo 0,51% del Pil per aiuti allo sviluppo, e lo 0,7% entro il 2015. Ma nel 2008, secondo i dati diffusi dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, il contributo italiano è stato solo dello 0,20%. E nel 2009, per Marta Guglielmetti, rischia di essere più basso.

"Nel 2008 c'è stato un incremento rispetto al 2007. Ma quella percentuale, il 20%, che è la più bassa tra i paesi europei, è già di fatto annullata dalla Finanziaria 2009, che ha destinato alla cooperazione allo sviluppo, nell'ambito della legge 149, circa 300 milioni di euro rispetto ai circa 700 di un anno prima".

Il ministro degli Esteri Franco Frattini non ha voluto commentare le osservazioni della Campagna.

L'Italia quest'anno ha la presidenza del G8, composto dai paesi più industrializzati del mondo e dalla Russia. Ma la sua posizione rischia di non essere "credibile", dice la rappresentante dell'Onu: "Con questi numeri rischia di non aver alcun ruolo di leadership".

Non è la prima volta che l'Onu "richiama" l'Italia sul rispetto degli Obiettivi, fissati nel settembre 2000, e che comprendono, tra gli altri, il dimezzamento della povertà, l'istruzione primaria per tutti i bambini, la parità tra i sessi e la riduzione della mortalità infantile.

Nell'ottobre scorso, la fondatrice della Campagna del Millennio, Eveline Herfenks, chiese all'Italia di aumentare almeno l'efficienza degli aiuti, visto che secondo l'Onu su ogni euro stanziato da Roma solo 21 centesimi sono realmente messi a disposizione dei paesi beneficiari.

L'Italia, secondo l'Onu, non spende poco solo in termini percentuali, ma anche assoluti, meno di nazioni come Paesi Bassi, Spagna e Svizzera.

Secondo Guglielmetti, in teoria l'Italia sarebbe ancora in tempo per recuperare rispetto agli impegni. "Con la Finanziaria prossima potrebbe passare direttamente allo 0,51%. Il Portogallo, lo scorso anno, ha registrato un aumento secco dello 0,20%".

Ma l'ipotesi sembra poco probabile, anche in tempi di crisi: "Noi non chiediamo politiche irrealistiche. Ma servirebbe almeno una programmazione che indichi un tragitto, un percorso. Non bastano soluzioni una tantum, se poi, come succede, l'anno successivo i contribuiti vengono poi ridotti".

Intanto, la Coalizione italiana contro la povertà, un cartello di associazione e gruppi a cui aderisce anche la Campagna, sta chiedendo un incontro al governo in vista del G8 di luglio, nella speranza che risponda agli appelli. Finora infatti, dice Guglielmetti, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti "non ha mai risposto alle lettere, neanche a quella del premio Nobel per la pace Desmond Tutu, in cui si chiedeva di non tagliare gli aiuti nella Finanziaria 2009".

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