Presidio allevatori al Frejus intercetta alimenti non in regola

venerdì 3 aprile 2009 11:00
 

MILANO (Reuters) - Un presidio organizzato stamattina con oltre cento persone dai produttori agricoli della Copagri al valico di frontiera del Frejus, in Piemonte, allo scopo di richiedere il ripristino delle dogane per i generi agroalimentari, ha intercettato e segnalato alla Guardia di Finanza alcuni camion con carichi di alimentari in arrivo in Italia con gravi irregolarità.

E' quanto ha riferito a Reuters un dirigente dell'organizzazione.

"Abbiamo fermato cisterne e camion con animali", indicandoli alla Guardia di Finanza che ha accertato le irregolarità, ha detto al telefono a Reuters dal valico Francesco Carrù, presidente regionale piemontese di Copagri.

I tre casi più eclatanti di irregolarità, ha spiegato Carrù, hanno riguardato un camion di bovini in arrivo dall'Irlanda "privo di qualunque documento che dovrebbero avere gli animali", un camion con passato di pomodoro cinese in arrivo dalla Germania "e privo di documentazione", una cisterna di latte "diretta ad un noto stabilimento italiano che produce formaggi dop, privo di qualunque certificato e qualunque analisi".

L'iniziativa, ha spiegato il dirigente, ha così dimostrato che mentre gli agricoltori italiani sono soggetti a numerosi e rigorosi controlli, "al contrario non esistono controlli su quanto viene importato ad uso alimentare e agroalimentare" in Italia.

Il presidio, spiegano gli organizzatori, ha anche lo scopo di evidenziare il grave stato di crisi del settore caseario, per il quale si chiedono a governo italiano e Parlamento Europeo interventi immediati, per un comparto che vede a rischio 300mila posti di lavoro.

Copagri chiede anche al governo un confronto immediato in sede romana "per concertare un prezzo del latte equo che permetta alle aziende di avere vitalità aziendale, mentre oggi ricevono 20-25 centesimi al litro, dell'1,30-1,50 euro che paga il consumatore".

Il presidio è per Copagri l'inizio di un percorso di mobilitazione in vista il 29 aprile di uno sciopero generale europeo e del blocco di tutte le frontiere in contemporanea in tempi brevi.

"Ai politici chiediamo iniziative a tutela del prodotto italiano e dei consumatori", dice ancora Carrù.

 
<p>Il tunnel del Frejus in una immagine di archivio. REUTERS/Robert Pratta</p>